Mercoledì 16 Febbraio 2011

Libia/ Del Boca: Difficile che protesta Maghreb contamini Paese

Roma, 16 feb. (TMNews) - E' difficile che la protesta popolare contro i regimi - la cosiddetta rivolta del pane - che ha investito il Nordafrica e il Medio Oriente "possa contaminare la Libia". Ne è convinto Angelo Del Boca, scrittore e maggiore storico del colonialismo italiano. "La Libia è l'unico Paese del Maghreb con un reddito pro capite molto alto, quasi europeo- spiega - Oltre ad avere stipendi normali, la popolazione ha la possibilità di disporre di tutti i generi di prima necessità a prezzi calmierati, accessibili a tutti", sottolinea. "Fino a un po' di tempo fa i libici avevano anche la casa gratuito. Recentemente, dopo una crisi degli alloggi, Gheddafi ha lanciato un investimento per costruire 300mila appartamenti". Sulla manifestazione di domani, 17 febbraio, definita dagli organizzatori "giorno della collera in tutta la Libia", Del Boca ha le idee chiare: "E' una protesta nata principalmente fuori dalla Libia", attraverso la rete. "All'estero, in particolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, sappiamo che ci sono dei gruppi che si oppongono al regime di Gheddafi, ma non hanno grande seguito in patria". Anche gli incidenti di questa notte a Bengasi che hanno provocato 14 feriti, sono un caso a sè e non hanno legami con l'ondata di proteste che ha colpito la Tunisia, l'Egitto e l'Algeria. "Sono avvenuti in una zona, la Cirenaica, dove sono frequenti le sommosse. Qui è forte la tradizione senussita: Idris al-Mahdi al-Senussi era il re della Libia che nel 1969 venne cacciato dalla rivoluzione di Gheddafi. Da allora c'è un risentimento verso il colonnello e verso i repubblicani perché in Cirenaica sono in molti ad essere ancora convinti che la Senussia sia la soluzione migliore per il Paese".

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