Venerdì 18 Febbraio 2011

Libia/ Fonti opposizione: 50 morti negli scontri di ieri

Roma, 18 feb. (TMNews) - Sarebbero una cinquantina, secondo fonti dell'opposizione, le persone uccise durante la 'Giornata della collera', che ieri ha portato per le strade migliaia di manifestanti contro il regime di Muammar Gheddafi in almeno otto città libiche, secondo l'agenzia Misna. La situazione oggi resta tesa, con i comitati rivoluzionari, pilastro del potere, che hanno minacciato i "gruppuscoli" che manifestano contro il potere di rispondere in maniera "violenta e fulminante". FILTRO A INFORMAZIONI - Le informazioni dalla Libia filtrano a singhiozzo. Con l'aiuto dell'attivista libico Al Djahmi Hassan, che dalla Svizzera riesce a mantenersi in contatto con le piazze, la Misna è riuscita a tracciare un bilancio. AL BEIDA - Con almeno 30 vittime, la città orientale è stata senz'altro quella che ha pagato il più altro tributo nella repressione delle proteste. A intervenire è stato un battaglione delle forze speciali appartenente al figlio del colonnello Gheddafi, Hamis. Secondo fonti della dissidenza, il corpo militare era giunto in città da alcuni giorni e comprendeva "mercenari africani". La brutalità e le modalità adoperate dal battaglione avrebbero scioccato le regolari forze di sicurezza presenti sul posto, che si sarebbero schierate con i manifestanti, ingaggiando uno scontro e spingendo le forze di Hamis fuori città, fino alla vicina Shabhat. BENGASI - Sarebbero almeno dieci le persone rimaste uccise ieri nelle proteste scoppiate nella seconda città del Paese, storicamente vicina alla dissidenza. Secondo le fonti ospedaliere dell'Afp, le persone morte negli scontri sarebbero quattordici. Ieri, secondo il resoconto della Misna, circa 10.000 persone si sono radunate per chiedere un cambiamento al potere nella piazza del Tribunale del Nord, ribattezzata dagli abitanti di Bengasi "piazza Tahrir". I dimostranti dicono di voler rimanere in piazza per la preghiera del Venerdì, invitando il resto della popolazione ad andare in piazza, invece che nelle moschee. È stato anche rivolto un appello al mondo intero a pregare oggi in memoria delle vittime della rivolta. ADGEDABIYA - Sei morti e un numero imprecisato di feriti nelle proteste in questa località, 200 chilometri a ovest di Bengasi. Alcuni edifici appartenenti al potere sono stati incendiati. DARNAH - La città portuale orientale è stata teatro di una manifestazione con circa 2000 partecipanti. Secondo la Misna, scontri con le forze dell'ordine si sono conclusi con quattro morti e diversi feriti. Alle armi delle forze del regime i dimostranti hanno risposto con lanci di pietre. TRIPOLI - Anche nella capitale si è svolta una manifestazione antigovernativa, nel quartiere di Faslhum, sulla 'via del muro'. Si riferisce di scontri dalla mezzanotte a stamattina. Non si ha un bilancio preciso. ZENTEN - A poca distanza da Tripoli, la località è sotto stretto controllo delle forze del regime, che hanno interrotto la distribuzione di acqua ed elettricità come mezzo di pressione sulla popolazione. TOBRUK - Clima teso, alcuni uffici del potere incendiati. SABHRA - Nella città originaria della tribù di Gheddafi, controllata da esponenti armati, sono stati uditi nella notte colpi di arma da fuoco. MINACCE DAL POTERE - "Chi tenta di toccare le quattro linee rosse - Muammar Gheddafi, l'integrità territoriale, l'Islam e la sicurezza del Paese - gioca con il fuoco e rischia il suicidio": così i comitati rivoluzionari, sul sito internet del loro giornale, Azzahf Al-Akhdar (la marcia verde), hanno cercato di minacciare e intimorire i dimostranti.

Pca

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