Mercoledì 23 Febbraio 2011

Libia/Wikileaks rivela eccessi e follie della 'dinastia' Gheddafi

New York, 23 feb. (TMNews) - Un regime diviso da aspre rivalità all'interno della famiglia del dittatore, ma unito dagli eccessi. Questo il quadro dell'entourage di Muammar Gheddafi che emerge da rivelazioni di Wikileaks, pubblicate dal New York Times. Le informazioni cablate, provenienti dalla diplomazia americana in Libia, fanno emergere il ritratto di un regime che conduce una sanguinosa lotta per mantenere il potere. I cablogrammi offrono un vivido resoconto delle spese sontuose, del nepotismo dilagante e delle aspre rivalità che caratterizzano i rapporti tra gli otto figli del dittatore, alcuni dei quali ambiscono alla successione del padre. 1 MILIONE DOLLARI A MARIAH CAREY - Dopo il giorno di capodanno del 2009, alcuni media occidentali riferiscono che Seif al-Islam, uno dei rampolli della famiglia Gheddafi, ha pagato Mariah Carey un milione di dollari per cantare quattro canzoni nel corso di una festa sfarzosa ai Caraibi. Seif smentisce sdegnato la notizia, attribuendo la folle spesa al fratello Muatassim. MILIZIE PRIVATE DEI FRATELLI GHEDDAFI - Proprio Muatassim, nel 2008, chiede 1,2 miliardi di dollari al presidente della compagnia petrolifera libica, allo scopo di costituire una propria milizia. Questo gli avrebbe consentito di essere all'altezza di un altro fratello, Khamis, comandante di un gruppo di forze speciali che opera come unità di protezione del regime. I bagordi di Muatassim irritano la popolazione, dicono i diplomatici a Tripoli. HANNIBAL PICCHIA SUA MOGLIE - Un altro figlio di Gheddafi, Hannibal, fugge a Londra dopo essere stato accusato di aver abusato fisicamente di sua moglie Aline. Sua sorella Aisha si reca a Londra per incontrare il fratello che è fuggito dopo le accuse e, insieme con la seconda moglie di Gheddafi, Safiya (madre di sei degli otto figli del colonnello) consiglia Aline di riferire alla polizia di essersi ferita in un incidente, senza fare alcun cenno delle violenze subite. SPERANZE SUCCESSIONE PER SEIF - Mentre i suoi fratelli sono vittima dei loro stessi eccessi, Seif, il secondo figlio del dittatore, si disimpegna dagli affari locali e trascorre le vacanze a caccia, in Nuova Zelanda. Guida la fondazione internazionale Gheddafi e invia centinaia di tonnellate di aiuti ad Haiti, dopo la devastazione seguita al terremoto. La sua attività filantropica gli vale la stima di molti, che lo considerano una ragionevole soluzione per la successione al padre. Nel 2010 Seif al-Islam è considerato la speranza della Libia di domani, secondo la diplomazia Usa. I giovani libici affermano di aspirare a essere come lui e lo ritengono la persona adatta a governare il paese. E' descritto come un uomo educato, colto e interessato a un futuro migliore per la Libia, al contrario dei suoi fratelli. Gli sviluppi più recenti, tuttavia, portano i manifestanti a chiedere anche la sua rimozione, assieme a quella dell'intera famiglia Gheddafi. In tv, Seif ha minacciato il 21 febbraio che se i rivoltosi non desisteranno "scorreranno fiumi di sangue". RAIS IPOCONDRIACO - Il colonello è descritto come un ipocondriaco, che ha paura di volare sull'acqua, e che digiuna ogni lunedì e giovedì. Grande appassionato di corse di cavalli e di flamenco, si auto-definisce "re della cultura". Compare dovunque accompagnato da una "voluttuosa bionda", la più anziana del suo drappello di infermiere ucraine. MA PER USA E' UTILE CONTRO TERRORISMO - Dopo che Gheddafi abbandona la sua corsa alle armi di distruzione di massa, nel 2003, molti funzionari americani lodano la sua collaborazione. In visita con una delegazione del Congresso, nel 2009, il senatore Joseph Lieberman dice al leader e al suo consigliere per la sicurezza nazionale, il figlio Muatassim, che la Libia è "un importante alleato nella guerra al terrorismo", sottolineando che "a volte avere dei nemici comuni è il miglior modo per diventare ancora più amici ". E prima della visita di Condoleezza Rice nel 2008 - il primo segretario di stato Usa in Libia dal 1953 - l'ambasciata a Tripoli cerca di accentuare gli aspetti positivi. Vero, il colonnello Gheddafi può avere silenzi imbarazzanti, non guarda negli occhi l'interlocutore ed è di umore imprevedibile, ma segue gli affari internazionali attentamente e ama parlarne, raccontano i diplomatici. E ogni tanto ha in proposito delle idee perlomeno curiose, come quando propone di risolvere il conflitto israelo-palestinese creando uno stato unico, che vorrebbe chiamare Isratina.

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