Giovedì 24 Febbraio 2011

Libia/ Gheddafi solo per telefono, il declino del raìs

Roma, 24 feb. (TMNews) - Nella migliore tradizione dei dittatori in rovina, anche Muammar Gheddafi ha sceso progressivamente i gradini della scenografia del potere: oggi, per il secondo 'discorso alla nazione' dal 15 febbraio, inizio della rivolta che sconvolge la Libia, il raìs ha comunicato ai fedeli microfoni della tv di Stato libica, ma solo per telefono. Assente anche l'iconografia deprimente del discorso di martedì, quando aveva parlato dall'ex palazzo presidenziale, bombardato dagli aerei statunitensi nel 1986 come rappresaglia per un attentato avvenuto a Berlino Ovest, e sempre conservato in macerie. Martedì, un Gheddafi livido e furioso aveva arringato per circa un'ora nel vuoto, acclamato poi appena da un manipolo di persone nonostante la tv avesse trasmesso immagini di repertorio di una folla inneggiante in suo favore. Oggi, il discorso per telefono, forse dal fondo di un bunker, è stato trasmesso dalla tv sulle stesse - o molto simii - immagini festose. Meno furioso, il discorso di oggi ha battuto però sugli stessi temi: la responsabilità delle violenze - quelle violenze che ormai lasciano al colonnello a quanto pare solo il pieno controllo di Tripoli - è di Al Qaida, è dei giovani deviati e drogati; le famiglie devono scendere in piazza e riportarli a casa perchè il paese ricominci a funzionare. Gheddafi come un padre di famiglia si preoccupa dell'unità del paese e torna a accusare il "terrorismo internazionale". Ma il tono è meno perentorio che due giorni fa. Le violenze in corso sono "una farsa portata avanti dai giovani, ai quali non possiamo applicare la legge perché sono ancora dei ragazzi, controllati attraverso l'uso delle droghe"; "Il Paese ci sta sfuggendo di mano perché ascolta Osama Bin Laden", ha continuato Gheddafi, che rispetto alla sua propria situazione ha osservato che ci sono persone che regnano da più tempo di lui, "come la regina Elisabetta II". "Guardate cosa è successo in Iraq, in Afghanistan, in Pakistan: gli Stati Uniti non hanno mostrato alcuna pietà nel dare la caccia ad Al Qaida, e ora Al Qaida è qui". E poi un'altra invocazione al popolo:"Ho dato a voi il potere nel 1977 (anno in cui venne proclamata la "Jamairyiah", ndr), voi siete responsabili di quel che accade: la pace e la guerra, sono una vostra scelta", ha continuato il rais sottolineando di non detenere alcun "potere" se non "morale": "Ma non è un problema di autorità delle persone, ma di terrorismo internazionale: gente malata di mente, alla quale non importa nulla della sorte del Paese e che sta distruggendo la nostra storia". Il rais ha invece escluso qualsiasi responsabilità dei Fratelli Musulmani: "I Fratelli Musulmani e al Qaida seguono delle strade e delle leggi completamente diverse, i Fratelli Musulmani sono dalla parte giusta dell'islam, quella che è stata predicata dal Profeta. Tutti noi vogliamo imitare i salafiti, i Fratelli Musulmani vogliano soltanto riforme politiche, secondo la sharia, come hanno richiesto anche in Egitto e in Tunisia". "E' vero", ha ammesso il leader libico, "in passato hanno usato la violenza ma i Fratelli Musulmani adesso sono politicizzati: quello a cui stiamo assistendo adesso in Libia è causato da Al Qaida e Bin Laden".

Aqu/Mgi/Bla/Fco

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