Lunedì 28 Febbraio 2011

Libia/ Udc denuncia: Gheddafi potrebbe trovare rifugio da noi

Roma, 28 feb. (TMNews) - Finchè l'Italia non approverà la legge che adegua il nostro ordinamento, Gheddafi potrebbe stabilirsi in Italia senza correre il rischio di essere consegnato al Tribunale Penale Internazionale, come chiesto dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu. A denunciare l'inadempienza dell'Italia è il deputato Udc Roberto Rao, relatore della proposta di legge che appunta adegua l'ordinamento interno alle disposizioni dello Statuto della corte penale internazionale. "Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu - ricorda Rao - ha adottato all'unanimità una risoluzione che impone delle severe sanzioni contro Gheddafi. Ma ad oggi l'Italia non potrebbe consegnare il leader libico al Tribunale Penale Internazionale de L'Aja che lo dovrebbe giudicare per crimini contro l'umanità. Il dittatore libico, dopo le violenze nei confronti del suo popolo culminate con la feroce repressione di questi giorni, potrebbe trovare un sicuro rifugio nel nostro Paese o comunque transitarvi senza problemi prima di raggiungere la meta definitiva del suo esilio, nonostante la risoluzione dell'Onu". Il Parlamento, infatti, "nonostante le pressioni di tutte le forze politiche di opposizione, non ha ancora approvato le norme volte ad adeguare l'ordinamento interno allo Statuto di Roma, stipulato nel 1998. L'Italia, dunque, si è posta, almeno da un punto di vista pratico, sullo stesso piano di quei Paesi che non hanno sottoscritto il trattato istitutivo della Corte Penale Internazionale". Chiede dunque Rao: "Per evitare di esporre il nostro Paese a ulteriori gravissime imbarazzanti situazioni internazionali, invitiamo la maggioranza a collaborare con le opposizioni per giungere a una veloce approvazione di queste inderogabili misure, in modo da riportare l'Italia sullo stesso piano delle più avanzate democrazie europee. In Commissione Giustizia alla Camera è in calendario la discussione di alcune proposte di legge aventi ad oggetto proprio 'Norme per l'adeguamento dell'ordinamento interno alle disposizioni dello Statuto della Corte Penale Internazionale'. In settimana, su sollecitazione della Presidente Bongiorno, sono previste ulteriori audizioni, tra cui quella del Procuratore Selvaggi. Una rapida definizione in Commissione e in Aula di questo provvedimento - conclude Rao - darebbe un segnale chiaro della volontà del Parlamento e del Paese di ottemperare alle indicazioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu".

Red/Rea

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