Mercoledì 09 Marzo 2011

Giustizia/ Alfano al Quirinale, riforma ai nastri di partenza

Roma, 9 mar. (TMNews) - Ore decisive per la riforma costituzionale della giustizia: il ministro Angelino Alfano sale nel pomeriggio al Quirinale per illustrare la bozza del ddl che sarà oggetto del Consiglio dei ministri straordinario convocato per domattina alle 9. Più tardi, attorno alle 19 il Guardasigilli illustrerà la bozza di riforma anche alla 'terza gamba' della maggioranza, i Responsabili, finora un po' a margine del procedimento dell'elaborazione del provvedimento. E domani, dopo il Cdm, tour de force di comunicazione per il ministro: convegno sulla giustizia al Senato e registrazione di Porta a Porta. Tra le opposizioni si mettono a punto i diversi atteggiamenti tattici: terzopolisti più dialoganti, nettamente contrari Idv e Pd. Secondo Pier Luigi Bersani la riforma è una "manovra per dare copertura politica alle 'leggi ad personam' che certamente non sono finite". Mentre Antonio Di Pietro ha commentato: il ddl Alfano "è una violazione della Costituzione grossa quanto una casa e offende sia i padri costituenti sia il principio fondamentale della nostra Carta: la legge è uguale per tutti". Prudente il vicepresidente del Csm Michele Vietti: qualsiasi giudizio ora, ha osservato, sarebbe "intempestivo". Intanto il pianeta giustizia è già in subbuglio: stamattina i consiglieri 'togati' del Csm hanno lanciato l'allarme sul "clima torbido" che starebbe addensando sui magistrati e sullo scarso interesse del ministro alla "leale collaborazione istituzionale" con il Consiglio. Il Giornale ha pubblicato, con tanto di nomi, cognomi e indirizzi email, i messaggi riservati che circolano nelle mailing list dei magistrati, in queste ore rese bollenti dall'indignazione per le anticipazioni sui contenuti della riforma. La giunta dell'Anm in queste ore sta discutendo proprio delle pressioni che montano dalla base della magistratura per una mobilitazione 'epocale' contro il ddl Alfano. Ma finora la magistratura associata ha preferito non prendere posizione ufficialmente, in attesa di conoscere le norme che verranno portate in Parlamento ed è probabile che nessuna iniziativa venga annunciata fino a quando non ci sarà un testo 'ufficiale'.

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