Giovedì 10 Marzo 2011

Libia/ Ue e Nato valutano i margini di manovra per un intervento

Roma, 10 mar. (TMNews) - Nato e Unione Europea discuteranno oggi e domani sugli strumenti per rispondere alla crisi libica e alle sue potenziali devastanti ripercussioni sull'occidente. Una colazione di lavoro dei ministri degli Esteri Ue, oggi a Bruxelles, 'aprirà le danze' per preparare il vertice straordinario sulla Libia a cui parteciperanno domani i capi di stato e di governo dei Ventisette. Al centro delle discussioni: "Fare in modo che in Libia cessino le violenze contro i civili e che in ogni caso la comunità internazionale prenda tutte le disposizioni che è in grado di prendere" come ha anticipato un alto funzionario dell'Ue citato dalla France Presse. Oggi pomeriggio sarà il turno dei 28 ministri della Difesa della Nato, fra cui l'americano Robert Gates, che scambieranno il loro punto di vista sui possibili scenari, mezzi a disposizione e le opzioni preferibili. Un confronto politico aperto appare necessario come non mai, visto che per il momento il fronte occidentale è tutt'altro che compatto sul modo di affrontare il caso libico. "Ci sono diverse opinioni" all'interno dell'Ue, di cui 21 membri appartengono anche all'Alleanza Atlantica, soprattutto sulla no fly zone prevista da un progetto di risoluzione presentato da Francia e Regno Unito al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, come suggeriscono fonti diplomatiche. Una "no fly zone totale non è un videogioco, è una misura seria che va attuata con azioni di forza" ha fatto notare ieri il ministro degli Esteri Franco Frattini in parlamento. Per questo, non si stanca di ripetere l'Italia è necessaria una "legittimazione internazionale e regionale". E in effetti la Nato e l'Europa sono ben consapevoli che il mondo arabo guarda con grande sospetto a ogni tipo di intervento straniero nelle sue vicende interne. E comunque, lo ha detto Frattini ma fonti americane a Bruxelles sono dello stesso parere, l'opzione militare "passa per una risoluzione del Consiglio di sicurezza, per un mandato della Nato, e per una decisione dell'Unione Europea che non sarà difficile prendere" ma che dovrà pur sempre "tener conto dei caveat" del mandato internazionale. In quest'ottica risulta "indispensabile" il coinvolgimento della "Lega Araba, che ha già espresso la sua non contrarietà, e dell'Unione Africana", ha detto ancora Frattini ricordando che, nel merito, sono già emerse le "perplessità di alcuni membri del Consiglio di Sicurezza, come la Russia e la Cina" e "una disponibilità dei paesi del Golfo". Secondo quanto riportato dalla televisione satellitare panaraba Al Jazeera, emissari di Gheddafi sarebbero atterrati nella giornata di ieri a Bruxelles, dove gli uomini del Colonnello avrebbero cercato contatti con diplomatici europei. Ma fonti del Consiglio Ue a Bruxelles hanno insistito che "non è previsto alcun incontro" con rappresentanti del regime di Muammar Gheddafi durante il Consiglio di oggi. Nell'attesa che Mosca e Pechino prendano posizione sull'argomento no fly zone, l'Europa e la Nato ora puntano innanzi tutto al sostegno militare per l'evacuazione dei civili ed eventuali operazioni di aiuto umanitario se l'escalation sul terreno le renderà necessarie. L'Italia, dal canto suo, proporrà un'"iniziativa navale mediterranea" Ue-Nato "per assicurare il rispetto delle sanzioni internazionali già decise" contro la Libia, e in particolare "quella dell'embargo delle armi" ha anticipato Frattini. Stamattina, prima di partire per Bruxelles, il ministro degli Esteri e il collega titolare della Difesa Ignazio La Russa ne parleranno con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha convocato il comitato interministeriale sulla Libia - di cui fanno parte anche i ministri Maroni, Tremonti, Sacconi, Romani e Fazio - a margine del Consiglio dei ministri.

Spr

© riproduzione riservata