Domenica 13 Marzo 2011

Mondo arabo/ Fine settimana di scontri in Marocco,Bahrein e Yemen

Roma, 13 mar. (TMNews) - Marocco, Bahrein, Yemen. Il vento della primavera araba continua a soffiare, mentre gli occhi del mondo restano sulla delicata situazione libica. Un nuovo fine settimana di tensione, con morti e feriti, in questi Paesi, dove la gente continua a scendere in piazza chiedendo riforme e democrazia. Decine di persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave, a Casablanca, in Marocco: la polizia ha tentato di fare irruzione nella sede di un partito di sinistra. Lo riferiscono alcuni testimoni. In piazza c'era stata una protesta pacifica per chiedere riforme politiche, dispersa dalla polizia. A quel punto, decine di persone si erano rifugiate nella sede del Partito socialista unificato (Psu), dove le forze dell'ordine hanno cercato di fare irruzione. I manifestanti erano in gran parte del movimento islamico 'Giustizia e beneficenza', vietato ma tollerato dalle autorità. Mercoledì scorso, il re Mohammed VI aveva annunciato "importanti riforme democratiche". In Yemen, un manifestante è stato ucciso dalla polizia ad Aden, nel sud del Paese; a San'a, un gruppo di manifestanti è stato aggredito dai sostenitori del regime, all'indomani della giornata più sanguinosa dall'inizio della contestazione, con sette morti. In Bahrein, invece, oltre duecento persone sono state ricoverate dopo il fitto lancio di lacrimogeni della polizia durante le manifestazioni di oggi, a Manama; molti i manifestanti feriti dalle forze dell'ordine. Il re, Hamad Ben Issa Al-Khalifa, ha fatto appello al dialogo con l'opposizione, ma il piccolo regno del Golfo continua a vivere nella tensione. Visti gli ultimi sviluppi, gli Stati Uniti hanno oggi condannato "con fermezza" le violenze in Bahrein e Yemen, chiedendo "ai governi di questi Paesi di controllarsi" e "rispettare i diritti universali della loro popolazione". Lo si legge in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca. Gli Stati Uniti hanno invitato il governo del Bahrein "a condurre un dialogo pacifico e costruttivo con l'opposizione, piuttosto che a ricorrere alla forza". (con fonte Afp)

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