Mercoledì 16 Marzo 2011

Stupro in caserma Roma, Gip dice no a carcere per indagati

Roma, 16 mar. (TMNews) - Il gip del tribunale di Roma ha respinto la richiesta della Procura affinchè venisse emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei 3 carabinieri e del vigile urbano indagati a vario titolo per lo stupro di una donna che sarebbe avvenuto la notte tra il 23 e il 24 febbraio scorso in una casera al Quadraro a Roma. Secondo quanto si è appreso, la misura restrittiva temporanea che avrebbe voluto il procuratore aggiunto Maria Monteleone, d'intesa con il pm Eleonora Fini, era di due mesi. Il giudice Sandro Di Lorenzo ha ritenuto che la celerità degli accertamenti svolti avesse già ovviato al possibile inquinamento probatorio. Gli inquirenti, nel frattempo, hanno trasmesso inviti a comparire per tutti gli indagati. E gli interrogatori sono stati fissati per lunedì. A breve, inoltre sarà fissato un incidente probatorio per una comparazione del dna con quanto repertato. La ricostruzione dei fatti - per i magistrati - è abbastanza chiara. La vittima della violenza sessuale ha ricostruito i fatti in modo circostanziato. Controlli successivi hanno confermato il quadro. Così come una iniziale ammissione di uno degli indagati. La mattina del 24 febbraio la donna viene portata in tribunale per la convalida dell'arresto e sceglie di non dire nulla al giudice, al proprio difensore od al pubblico ministero presente. Solo nel pomeriggio denuncia tutto. Le verifiche della Procura partono immediatamente. Viene sentito anche un uomo molto vicino alla 32enne. Le sue parole però non avrebbero convinto appieno i magistrati e per questo il soggetto è stato indagato per il reato di intralcio alla giustizia. Adesso dalla nuova tornata di interrogatori oltre che dagli esami del dna sarà possibile "chiudere il cerchio".

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