Venerdì 18 Marzo 2011

Immigrati/ Arcivescovo Agrigento: tendopoli è risposta precaria

Roma, 18 mar. (TMNews) - Realizzare una tendopoli nei terreni adiacenti alla 'Casa della fraternità' di Lampedusa per accogliere alcune delle migliaia di immigrati che quotidianamente approdano nell'isola al termine dei propri 'viaggi della speranza' in fuga dal Nord Africa, rappresenta solo una "precaria risposta". Ovvero offrire loro un tetto in attesa di un trasferimento dei profughi, "che deve essere prontamente superata da un efficace programma di accoglienza e la creazione di centri spalmati sul territorio italiano, in modo da non gravare solo sull'isola che rischia di trasformarsi in una polveriera". A parlare, con durezza, è monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, che domani incontrerà la comunità ecclesiale di Lampedusa. L'arcivescovo non esita a definire "inspiegabilmente lenti" i trasferimenti dal centro di accoglienza di Lampedusa verso il resto d'Italia e chiede che siano "immediatamente potenziati per decongestionate il centro d'accoglienza e per evitare sia il turbamento dell'ordine pubblico che il collasso dell'economia locale, fondata essenzialmente sul turismo". "Lampedusa - avverte - deve essere un luogo di transito per gli immigrati e non un luogo di accoglienza duratura altrimenti l'isola rischia l'implosione". Monsignor Montenegro, chiedendo alle autorità di trovare "soluzioni concrete che tutelino, insieme, i diritti umani fondamentali degli immigrati e gli interessi dei Lampedusani, che vogliono continuare a vivere in modo dignitoso di turismo, senza rinunciare al principio dell'accoglienza che li ha contraddistinti fino ad oggi", punta l'indice anche contro l'Unione Europea che dovrebbe avere "un ruolo più attivo" vista la situazione e le proporzioni del fenomeno migratorio.

Apa

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