Martedì 22 Marzo 2011

Libia/ Giornalisti NyTimes: Minacciati di morte e di stupro

New York, 22 mar. (TMNews) - Il giorno dopo la liberazione, i quattro giornalisti del New York Times, catturati martedì scorso dalle forze del colonnello Gheddafi raccontano i maltrattamenti subiti. Il NyTimes riporta che i quattro sono stati fermati a un posto di blocco nella città di Ajdabiya, dove sono stati fatti sdraiare a terra. "Sparategli" ha sentito dire in arabo Anthony Shadid, capo della redazione di Beirut e vincitore di due premi Pulitzer: "Abbiamo pensato che fosse la fine". Al che un'altra voce ha risposto: "No, non possiamo, sono americani". Dopo di che i soldati li hanno legati con le stringhe delle loro stesse scarpe, cavi elettrici e sciarpe. Lynsey Addario, l'unica donna del gruppo, ha raccontato delle molestie sessuali subite: "Mi hanno palpata molte volte, ogni uomo che è entrato in contatto con noi ha toccato ogni centimetro del mio corpo". Un soldato ha minacciato di decapitare il fotografo Tyler Hicks, e Addario è stata colpita con un pugno in faccia e minacciata di morte. "Più piangevo", racconta la giornalista parlando del soldato che la maltrattava, "e più lui rideva". Dopo una notte legati su un camioncino e un'altra in una cella con materassi sporchi, una bottiglia in cui urinare e una caraffa d'acqua, i quattro sono stati bendati, ammanettati con manette di plastica e portati a Tripoli in aereo. Lì però sono stati finalmente trattati bene, e hanno potuto fare una telefonata, così rivelando che erano vivi ed erano prigionieri dei lealisti. A quel punto sono cominciati i negoziati tra le autorità libiche e americane, che si sono arenate più volte fino a quando i libici hanno accettato l'intervento della diplomazia turca, che ha ottenuto il rilascio dei quattro. Ora sono in Tunisia, e stanno bene.

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