Venerdì 01 Aprile 2011

Immigrati/ Cei: Ora lavoro più flessibile, rivedere cittadinanza

Roma, 1 apr. (TMNews) - I vescovi del Consiglio permanente della Cei "chiedono con forza che l'Europa sia presente in modo concreto, immediato e congruo" nell'accoglienza degli immigrati giunti in questi giorni sulle coste italiane. "E alla politica italiana - si legge nel comunicato finale, presentato oggi - di promuovere, per l'emergenza, modalità di lavoro più flessibili, che consentano un'accoglienza che vada al di là della prima risposta. Avendo presente il recente Documento conclusivo della 46esima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, essi invitano anche a cogliere le opportunità presenti in questo momento storico, che impongono la rivisitazione della disciplina sulla cittadinanza e delle norme sul ricongiungimento familiare". "Davanti al dramma degli sfollati, dei profughi e dei richiedenti asilo - si legge nel comunicato - i Vescovi riaffermano l'impegno della Chiesa a educare a una cultura dell'accoglienza, oltre che a praticarla in tutte le forme possibili, intensificando quanto Caritas Italiana e le Caritas diocesane stanno già facendo in tutto il Paese". Monsignor Mariano Crociata, segretario della Cei, ha ricordato in conferenza stampa che la Chiesa italiana ha messo a disposizione 2.500 posti in 93 diocesi per l'accoglienza degli immigrati. "Tutte le diocesi e le Caritas - ha aggiunto - fanno quotidianamente fronte a richieste di servizi, sussidi, pasti nei confronti dei poveri, tra cui in percentuale sempre consistente anche immigrati che hanno bisogno di tutto". Di fronte all'emergenza immigrati "la prima esigenza è rispondere all'esigenza umanitaria" ha aggiunto Crociata. "Non sono in grado di valutare se e come coinvolgere l'Europa", ha detto Crociata in conferenza stampa, "ma la risposta di questi giorni delle istituzioni e della società nel suo complesso dice che l'emergenza chiede la solidarietà e lo sforzo da parte di tutti".

Ska

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