Venerdì 01 Aprile 2011

Libia/ Dai ribelli sì a tregua se finisce l'assedio

Roma, 1 apr. (TMNews) - Sì al cessate-il-fuoco contemplato dalla risoluzione delle Nazioni Unite, a patto che si metta fine all'assedio alle città tenute dai ribelli, "e sia garantita loro piena libertà di espressione". L'opposizione libica ha teso una mano da Bengasi al regime di Muammar Gheddafi, ma la sua proposta prevede una contropartita del rais. L'offerta è arrivata in tarda mattinata dal capo dell'opposizione libica, Mustafa Abdul Jalil, in una conferenza stampa congiunta con l'inviato speciale Onu per la Libia Abdelilah al-Khatib, trasmessa in diretta da al Jazeera. "Siamo pronti al cessate al fuoco a condizione che le nostre città e la nostra gente siano sicure e che la gente possa esprimere liberamente la propria opinione", ha detto Jalil, accusando il regime di Muammar Gheddafi di fare ricorso a violenza, forza e rapimenti. Il leader dell'opposizione ha quindi ribadito che "il nostro obiettivo è garantire l'integrità territoriale libica, con una sola capitale". Al Khatib ha chiesto al regime di Tripoli e all'opposizione di Bengasi di garantire un "cessate il fuoco duraturo". Ieri sera, ha detto, "ho lasciato Tripoli per venire a Bengasi, a Tripoli ho incontrato il premier e altri alti funzionari del ministero degli Esteri e del Congresso a cui ho riportato il messaggio del Segretario generale Onu, che chiede che vengano rispettate le risoluzioni Onu 1970 e 1973". I bombardamenti, intanto, proseguono. Sette civili libici sarebbero rimasti uccisi oggi nel corso di un raid aereo della coalizione contro un convoglio di forze filo-Gheddafi nei pressi di Brega, in una zona controllata dai ribelli. Lo ha riferito un medico alla Bbc, precisando che ci sono anche 25 feriti. L'opposizione libica non riesce ad avanzare sul fronte militare e continuano i combattimenti nell'est del paese, qualche importante risultato si è registrato oggi sul piano politico. Alti funzionari ed esponenti del regime di Gheddafi avrebbero seguito l'esempio dell'ex ministro degli Esteri Mussa Kussa: i media arabi e internazionali hanno dato notizia della defezione di Mohammad Abu al Qassim al Zawi, presidente del Comitato popolare (ossia il parlamento) libico, mentre il corrispondente di al Jazeera a Tunisi ha riferito della presenza nella capitale tunisina dell'ex premier libico, Abu Zayed Dordah. Anche il nuovo ambasciatore libico all'Onu, Ali Adbessalam Treki, a cui gli Usa hanno negato il visto, ha annunciato in un comunicato che non intende accettare alcun incarico dal colonnello. Quanto alla politica, il presidente dell'Uganda, Yoweri Museveni,ha negato di aver offerto asilo al leader libico Muammar Gheddafi. "E' una voce priva di ogni fondamento, sono solo sciocchezze", ha detto il segretario personale del Presidente, Grace Akello, contattato dal quotidiano ugandese Daily Monitor. Roma intanto ospiterà a maggio una riunione del 'gruppo di contatto' sulla Libia, che permetterà "un ampio e inclusivo coordinamento multilaterale tra partner e attori regionali nella gestione della crisi". Lo ha confermato il ministro degli Esteri Franco Frattini sul suo blog personale 'Diario Italiano'.

Fco

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