Lunedì 01 Agosto 2011

Crisi/ Paura stallo industria manda a picco borse, Milano -3,8%

Roma, 1 ago. (TMNews) - La prospettiva di una industria che rischia di bloccarsi dalle due sponde dell'Atlantico ha spento oggi le euforie dei mercati, che si erano create con l'accordo tra democratici e repubblicani Usa per l'innalzamento del deficit di bilancio. Posto che il Congresso approvi effettivamente questo provvedimento, che punta a scongiurare una insolvenza sui pagamenti della prima economica globale, i segnali di pesante rallentamento giunti dalle indagini sul manifatturiero hanno assestato un nuovo duro colpo agli animi degli operatori, scatenando nuovi pesanti cali delle Borse. Un quadro in cui Milano è nuovamente spiccata in negativo, arrivando a segnare cadute del 4 per cento per poi siglare la seduta con un meno 3,87 per cento dell'indice Footsie-Mib, ancora una volta zavorrato dai bancari mentre si ricreavano pressioni anche sui titoli di Stato del Belpaese. Le tensioni si evidenziano in aumenti dei rendimenti dei bond già scambiati sul mercato, che sono in un rapporto inversamente proporzionale al prezzo: se questo cala i tassi retributivi ne risultano aumentati. Dopo tentativi mattutini di attenuazione, sui Btp nella scadenza decennale i rendimenti sono risaliti al 5,95 per cento nel pomeriggio, secondo Tradeweb, facendo riallargare il differenziale (spread) rispetto ai Bund della Germania - ritenuti molto sicuri e usati come riferimento per tutta l'area euro - a 348 punti base. Questo anche perché durante le fasi di debolezza e tensione si rafforzano gli acquisti su tutti i segmenti ritenuti 'beni rifugio', come l'oro o gli stessi Bund tedeschi. Materialmente significa che i meccanismi di domanda e offerta del mercato pretendono dalle emissioni italiane 3,48 punti percentuali di rendimento in più rispetto a quelle tedesche, come maggiorazione di premio di rischio. Un differenziale tornato ai record toccati nelle passate settimane, durante i giorni di alta tensione sulla Grecia che poi in parte si erano attenuate dopo l'accordo dell'area euro sul nuovo piano di aiuti. (segue)

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