Sabato 06 Agosto 2011

Abatantuono: Non si risolvono problemi discriminando immigrati

Roma, 6 ago. (TMNews) - "Non è certo discriminando che si risolvono i problemi ma integrando e andando incontro agli immigrati". Lo dice l'attore Diego Abatantuono che in questi giorni è al centro di una polemica per il trailer del film "Cose dell' altro mondo" di Francesco Patierno, in uscita nelle sala dal 3 settembre. L'attore è stato intervistato da Irene Zerbini su Radio 24, in un servizio che andrà in onda integralmente lunedì 9 agosto alle 8.30. A provocare la protesta è la trama del film dove Abatantuono è un imprenditore leghista e razzista che da una studio della sua tv locale di un paese del Nord Est predica un mondo senza extracomunitari. Al centro della storia, la riflessione sul concetto di integrazione. "Non c'è polemica con la Lega - vuole puntualizzare fin dall'inizio il famoso attore - Ho molti amici e le mie prime fidanzate sono proprio venete, ho vissuto a Verona e uno dei motivi perchè ho accettato di fare questo film, era proprio perchè si girava in quella regione". Abatantuono spiega che si è scelto il Veneto "perchè è la regione con più alta percentuale di immigrati con permesso di soggiorno». Ma la Lega si sente offesa e chiede al ministro, con l' interrogazione parlamentare a firma del deputato della Lega Massimo Bitonci, di verificare il carattere culturale della pellicola. Nuove polemiche che si aggiungono a quelle vecchie. Perché prima che le riprese iniziassero, all' ultimo momento il sindaco di Treviso negò i permessi per girare in città e tutta la troupe fu costretta a virare su Bassano del Grappa, con sindaco più tollerante. "La tematica è trattata con molta leggerezza - continua l'attore nell'intervista a Radio 24 - è la paura delle gente per gli immigrati: Bisogna gestirli. Abbiamo problemi di occupazione ma oggi ci sono dei lavori che gli italiani non vogliono più svolgere ormai da tanti anni. I nostri genitori hanno faticato per spingerci verso lavori meno umili e per questo sono arrivati loro, gli immigrati, per svolgere quei lavori che comunque vanno svolti. Non credo che, se se ne andassero, i nostri connazionali vogliano riprendere quelle occupazioni. Anche noi italiani siamo stati stranieri in altri paesi in giro per il mondo. Ecco questo oggi sta capitando a noi"

Red-Bol

© riproduzione riservata