Martedì 09 Agosto 2011

Crisi/ Borse Europa di nuovo in picchiata tra vendite da panico

Roma, 9 ago. (TMNews) - Le Borse europee tornano a sprofondare, in una nuova seduta di altissima tensione in cui le ondate di vendite da panico sono tornate a prendere il sopravvento sui tentativi di rimbalzo visti in apertura. Il tutto dopo che ieri Wall Street ha registrato cadute a precipizio, con la peggiore seduta fin dalla fine del 2008: nel Vecchio Continente le cose non vanno meglio la tedesca Francoforte è arrivata a cedere oltre il 6 per cento, per poi segnare un meno 5,35 per cento a tarda mattina, Londra crolla del 3,86 per cento, Parigi del 3,21 per cento. Anche a Milano, dove in avvio si erano visto tentativi di rialzo che avevano sfiorato i due punti percentuali, l'allarmismo prende il sopravvento e il Ftse-Mib cade del 2,52 per cento. Sul mercato europeo l'indice FtsEurofirst 300 scivola del 3,56 per cento, e dal 22 luglio scorso ha perso un complessivo 20 per cento. Poco mosso invece l'euro a 1,4222 dollari. Se non altro sull'Italia prosegue l'apparente attenuazione delle tensioni e dei rendimenti sui titoli di Stato, che hanno registrato un netto ripiegamento ieri tra crescenti attese di un intervento calmierante anche sui bond di Italia e Spagna da parte della Bce. Su queste emissioni le tensioni si evenidenziano appunto sui livelli dei rendimenti, che sono in un rapporto inversamente proporzionale con il prezzo: se questo viene abbassato da vendite i tassi retributivi ne risultano aumentati, e viceversa. A tarda mattina i rendimenti sui Btp decennali si attenuano al 5,19 per cento (venerdì scorso avevano raggiunto un record del 6,40 per cento) e il differenziale, o spread sui Bund della Germania - presi a riferimento per la loro solidità - si ridimensiona a 289 punti base, secondo i dati Tradeweb (venerdì lo spread aveva toccato un record a 413 punti base). Sui mercati azionari però è caduta a precipizio, in una nervosissima attesa degli esiti della riunione del direttorio della Federal Reserve, la banca centrale americana. Mentre sale la paura di una ricaduta in recessione degli Stati Uniti, e di un pesante rallentamento, vedi arresto, o peggio, di tutta la ripresa globale, salgono anche le aspettative di una nuova tornata di acquisti di titoli finanziari da parte della Fed. Un Quantitative Easing III, finanziato mediante l'emissione di nuova moneta. Ieri il Dow Jones ha chiuso crollando di oltre 600 punti, un meno 5,55 per cento, e nemmeno oggi sembrano profilarsi stabilizzazioni: a oltre quattro ore dall'avvio di seduta oltre Atlantico, i contratti futures sul DJ calano dell'1,11 per cento, i futures sul Nasdaq del 1,03 per cento. A New York il barile di petrolio è precipitato fin sotto gli 80 dollari: a quota 77 il Wti, mentre a Londra il barile di Brent è ridisceso a 100 dollari. Sale soltanto l'oro, il bene rifugio per eccellenza che ha stabilito un nuovo ennesimo record a 1.772 dollari l'oncia.

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