Lunedì 12 Settembre 2011

Bce/ Sorpresa Stark: prima di dimettersi ha difeso acquisti bond

Roma, 12 set. (TMNews) - Difendeva gli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce, il capo economista Juergen Stark, poco prima del dirompente annuncio delle sue dimissioni, e ribadiva perfino come secondo il Consiglio direttivo fossero "appropriate" le misure supplementari di risanamento perse dall'Italia. Tutto questo in una intervista a The Irish Times, che il quotidiano irlandese ha pubblicato oggi precisando di averla raccolta appunto "poche ore prima" dall'annuncio bomba. Venerdì scorso le dimissioni del tedesco Stark erano trapelate da indiscrezioni di stampa, che accompagnavano la questione con speculazioni su una sua presunta insanabile polemica con il resto del Consiglio sul programma di acquisti di titoli di Stato da parte della Bce. Queste operazioni hanno suscitato critiche soprattutto in Germania. Successivamente la Bce aveva confermato a livello ufficiale le dimissioni, ma precisando che erano state decise da Stark per "motivi personali". Una linea poi insistentemente ripetuta dal presidente Jean-Claude Trichet, che così sembrava ridimensionare la portata allarmistica della vicenda. Lo scenario di forti attriti in seno al direttorio non aiutava certo a rassicurare mercati su cui la Bce è intervenuta con acquisti diretti di bond proprio per contrastare le tensioni. All'opposto aveva scatenato nuove cadute delle Borse e pressioni sull'obbligazionario di vari paesi, tra cui l'Italia. Le frasi usate da Stark nell'intervista sembrano rafforzare la versione ufficiale dei fatti. Il tedesco definisce "inappropriate" se non "assurde" alcune delle critiche giunte dal suo paese agli acquisti di bond, in particolare quelle secondo cui con queste operazioni la Bce si sarebbe trasformata in una "bad bank" pan europea. "Quelli che ci criticano e che dicono che la Bce è diventata una bad bank - ha detto - dimenticano che ci stiamo assumendo la responsabilità di riparare errori commessi a livello di sistema bancario". Stark non ha confermato gli acquisti su bond di Italia e Spagna, mentre ha riconosciuto che la Bce ha inviato messaggi ai due paesi dopo che si erano accentuate le tensioni. "Dopo il caso Irlanda si sa che quando un paese perde la fiducia dei mercati ci può voler un lungo periodo di tempo per ripristinarla", ha detto. E a questo punto ha fatto riferimento al maxiemendamento alla manovra approntato in Italia per puntellare gli obiettivi di risanamento dei conti. "Per questo motivo dal nostro punto di vista era necessario e appropriato che il governo e il Parlamento dell'Italia - ha detto Stark - assumessero le iniziative e attuassero le misure volte a ridurre il deficit di bilancio". In precedenza valutazioni positive del Consiglio della Bce sulla manovra dell'Italia erano state riferite da Trichet. Questa crisi richiede misure preventive perché "nei casi di Grecia e Irlanda abbiamo visto che possono esservi bruschi blocchi, che di improvviso rendono impossibile agli Stati accedere ai mercati per reperire finanziamenti. Questo - ha spiegato il banchiere centrale - può accadere anche ad economie più grandi ed avanzate. Nella situazione attuale nessun paese è veramente al riparo: bisogna che si spingano in avanti e convincano i mercati che le finanze pubbliche sono solide e merita di investire nel paese". L'alternativa - proseguire con aumenti dei debiti pubblici sotto la minaccia dei mercati - è semplicemente impraticabile. "Sia da un punto di vista etico, che politico che di giustizia tra generazioni: non è possibile - ha concluso Sark - e non è fattibile". Va rilevato che venerdì scorso, nell'affermare che Stark si era dimesso per motivi personali, Trichet ha espresso grande stima e affetto nei suoi confronti, affermando come il capo economista sia stato "sempre totalmente leale" verso la Bce.

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