Giovedì 29 Settembre 2011

Bossi dice no a Saccomanni in Bankitalia e chiede sviluppo

Roma, 29 set. (TMNews) - Un endorsement diretto a Vittorio Grilli alla guida di Bankitalia invece che Fabrizio Saccomanni, uno stop alla riforma delle pensioni altrettanto diretto (il classico dito medio), e la richiesta di interventi legislativi per rilanciare lo sviluppo. Umberto Bossi, all'indomani del vertice con Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, detta la linea della Lega su tutti i passaggi più delicati che il governo si trova ad affrontare in questi giorni. Una linea che potrebbe essere legata da un unico filo conduttore. Il sostegno al candidato di Giulio Tremonti per la carica di governatore di Bankitalia è esplicito: "Preferisco Grilli". Ma la spiegazione affidata ai microfoni, "non fosse altro perchè è milanese", ovviamente non dice tutto. Perchè l'appoggio a Grilli sembrerebbe essere una novità di questi giorni, per il Carroccio, visto che Roberto Maroni in un colloquio con Tremonti alla buvette di Montecitorio ha tra l'altro ricordato che "ad agosto avevamo detto che era meglio mandare uno che era indicato da Draghi", e dunque il direttore generale di palazzo Koch Fabrizio Saccomanni. Insomma, la decisione di schierarsi con Tremonti su Grilli sarebbe novità degli ultimi giorni, probabilmente - spiega un dirigente leghista - figlia del vertice di ieri a palazzo Grazioli. Gli obiettivi di Bossi in questo momento sono infatti bloccare la riforma delle pensioni e destinare risorse allo sviluppo. Temi su cui ieri sera lo stesso leader leghista spiega di aver ricevuto assicurazioni: "Neanche Berlusconi e Tremonti vogliono toccare le pensioni, anche loro vogliono bene ai poveracci", ed entrambi "sanno che bisogna trovare una soluzione, che bisogna fare leggi per rilanciare l'economia. Abbiamo cominciato a ragionare e abbiamo creato un gruppo di lavoro". Insomma, l'appoggio a Grilli, ragiona un parlamentare, potrebbe essere il modo per Bossi di rinsaldare l'asse con Tremonti e garantirsi la sua sponda su questi due obiettivi. Resta da capire se la nuova linea su Bankitalia convince del tutto l'ala della Lega più vicina a Maroni. Di sicuro, spiegano i suoi, "su queste cose l'ultima parola ce l'ha Bossi e noi ci adeguiamo". Ma resta più di una perplessità, soprattutto per il "legame a doppio filo" che stringe sempre di più i destini della Lega e di Tremonti, visti anche gli interessi del Carroccio sul sistema bancario del nord su cui a quel punto potrebbe vigilare il candidato del ministro dell'Economia. E anche per una scelta sgradita a Draghi, ovvero l'uomo che da Francoforte avrà il potere di sostenere o meno i titoli di Stato italiani.

Rea

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