Martedì 01 Novembre 2011

Bce/ Inizia l'era Draghi, in piena crisi su debiti eurozona

Roma, 1 nov. (TMNews) - Oggi alla Banca centrale europea inizia l'era Draghi proprio nel mezzo di un settimana ad alta intensità: già giovedì si troverà a presiedere il Consiglio direttivo. Finora vi partecipava in quanto governatore della Banca d'Italia, come tutti i governatori delle banche centrali dell'area euro, e si assisterà quindi un altro debutto, quello di Ignazio Visco, mentre Draghi è andato a rilevare il timone dell'istituzione di Francoforte dal francese Jean-Claude Trichet. La riunione di inizio mese viene tradizionalmente riservata alle decisioni operative, a comunicare da quelle sui tassi di interesse che la Bce ha bloccato all'1,5 per cento da questa estate, interrompendo una manovra di rialzi anti inflazionistici mentre il quadro economico dell'area euro è repentinamente peggiorato a causa del riacuirsi della crisi sui debiti pubblici. Se diversi osservatori già da settimane suggeriscono l'opportunità di una marcia indietro, ossia un taglio dei tassi, con l'inflazione dell'area euro che resta al 3 per cento, ben oltre la soglia obiettivo della Bce, la maggior parte degli analisti non si attende ritocchi giovedì. Ma quella del costo del danaro non è certo l'unica questione su cui i banchieri centrali saranno chiamati a decidere. E' in un quadro di piena emergenza infatti che avviene il cambio di presidenza. Già normalmente assumere la guida di una istituzione di rilevanza globale come la Bce è impegnativo, farlo adesso lo è inevitabilmente ancor di più. Le continue tensioni sui debiti pubblici di diversi paesi dell'area euro, tra cui dell'Italia, stanno intaccando pesantemente i livelli di fiducia di imprese e famiglie, e minacciano di contribuire ad un pesante rallentamento della ripresa, se non a una ricaduta in recessione. Così il tema più pressante all'esame del Consiglio appare il proseguimento del programma di acquisti di titoli di Stato dell'area euro sotto stress. Resta l'unica concreta difesa dalle tensioni di mercato, in attesa che si concretizzi il rafforzamento del fondo salva Stati concordato tra leader europei. Tuttavia si tratta di manovre che hanno suscitato non poche polemiche interne alla Bce, specialmente tra gli esponenti della Germania e in generale tra coloro che temono che questi interventi esulino dal compito istituzionale della Bce - garantire la stabilità dei prezzi - e che possano incrinare la sua autonomia dai governi. Intanto il direttorio della Bce si svolgerà in una fase densa di appuntamenti molto rilevanti. Passata la pausa odierna, in cui molti paesi specialmente in Europa osserveranno la festività di Ognissanti, domani l'attenzione dei mercati si focalizzerà sugli Stati Uniti, e sull'istituzione gemella dalle Bce, la Federal Reserve. Al termine di una due giorni di riunioni il direttorio della Fed comunicherà le sue decisioni di politica monetaria e le sue valutazioni aggiornate sull'economia, cui seguirà una conferenza stampa del presidente Ben Bernanke. Giovedì toccherà appunto alla Bce ma appena finita la tradizionale conferenza stampa esplicativa (che inizia alle 14 e 30, anche questa una prima da presidente), Draghi dovrà prepararsi per volare a Cannes, dove in serata sono attesi i leader del G20 per un summit che è stato caricato di attese. Si tratta della riunione in cui l'Europa si presenterà ai suoi partner globali dopo aver appena concordato nuovi provvedimenti contro la crisi debitoria - che restano da attuare - e in cui si potrebbe cercare di fornirle maggiore supporto esterno tramite il Fmi.

voz

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