Martedì 01 Novembre 2011

Crisi/ Grecia scatena paura Ue, Milano cede oltre 5% allarme Btp

Roma, 1 nov. (TMNews) - I mercati europei precipitano, mentre raggiungono valori sempre più allarmanti i rendimenti richiesti ai titoli di Stato dei paesi sotto tensione, tra cui l'Italia, dopo che la notizia bomba giunta ieri dalla Grecia - il premier George Papandreou ha ipotizzato un referendum che rimetterebbe in discussione il programma di risanamento e aiuti al paese - ha innescato una serie di reazioni a catena. Sono tornati a cadere a picco i titoli bancari, dato che gli istituti di credito sono altamente esposti all'obbligazionario governativo, le incertezze su questo segmento hanno scatenato ondate di vendite. A tarda mattina a Milano l'indice Ftse-Mib è arrivato perdere il 5,08 per cento, il calo più forte tra i grandi paesi europei. Il differenziale di rendimento che i Btp decennali dell'Italia accusano rispetto ai Bund ella Germania ha segnato un nuovo record, a 437 punti base secondo Bloomberg. Intanto Parigi crolla del 4,06 per cento, Francoforte del 3,99 per cento, Londra del 2,49 per cento. A picco anche l'euro, che finisce fin sotto quota 1,37 dollari, a 1,3691 dollari, laddove la scorsa settimana, sull'euforia per gli accordi su nuove misure anti crisi decise dai leader europei (che ora sembrano tutte tornare in discussione con i propositi referendari della Grecia) era salito fin sopra 1,42 dollari. Questi sviluppi hanno ulteriormente accentuato i timori già presenti sui titoli di Stato dei paesi della periferia dell'area euro. Tensioni che già dall'estate hanno preso di mira anche i bond di Italia e Spagna, e che si evidenziano in aumenti dei rendimenti, che in queste emissioni sono in un rapporto inversamente proporzionale con il prezzo. Sui Btp a dieci anni di scadenza oggi i tassi retributivi hanno raggiunto il 623 per cento, secondo Bloomberg, avvicinandosi ancora a quel 7 per cento che diversi osservatori considerano una sorta di soglia di non ritorno (oltre la quale, vincolati in una area valutaria, diventano insostenibili i costi di rifinanziamento del debito di un paese). In questo modo ha segnato un nuovo massimo storico il differenziale, o "spread", di rendimento dei Btp rispetto ai Bund della Germania, che all'opposto nella fasi di tensione vengono premiati da acquisti, in quanto ritenuti molto solidi, e così vedono scemare i rendimenti contribuendo all'ampliamento di questi scarti. Oggi lo spread Btp-Bund ha segnato un picco a quota 437 punti base: significa che in base alle dinamiche di domanda e offerta, i Btp già in circolazione devono offrite un rendimento di 4,37 punti percentuali in più rispetto agli equivalenti tedeschi, come maggiorazione sul premio di rischio.

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