Mercoledì 20 Maggio 2009

Fiat; il giorno della verità per Opel, entro le 18 le offerte

Roma, 20 mag. (Apcom) - La corsa alla Opel parte ufficialmente oggi. Stasera alle 18 scade il termine per la presentazione delle offerte che arriveranno sul tavolo del cancelliere tedesco Angela Merkel per rilevare la consociata tedesca del disastato colosso automobilistico General Motors. Insieme a Fiat e Magna, in corsa per lo storico marchio tedesco potrebbe esserci anche un terzo soggetto: il fondo statunitense di private equity Ripplewood. Come assicurato dal cancelliere Merkel l'esecutivo federale intende valutare senza indugi i piani. E così oggi stesso, subito dopo il consiglio dei ministri, è in programma un vertice sul futuro di Opel a cui parteciperanno, oltre a Merkel, il ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier, quello ministro dell'Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg e quello delle Finanze, Peer Steinbrueck. L'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne che persegue un piano che, insieme alle attività europee di Gm e a Chrysler darebbe vita al secondo gruppo mondiale dell'auto, anche ieri ha avuto incontri a tutto campo in Germania. Ma non è riuscito a dissipare i dubbi dei sindacati tedeschi sul suo piano per assumere la guida di Opel. Il leader dei metalmeccanici, Berthold Huber, si è mostrato ancora scettico nei confronti del Lingotto, dopo un incontro con l'amministratore delegato di Fiat svoltosi ieri mattina a Francoforte. Il leader del sindacato IG Metall, Huber, ha spiegato che l'incontro con Marchionne, durato circa un'ora e mezza, è stato "aperto". Tuttavia, ha aggiunto, da un lato ci sono differenti culture aziendali tra Italia e Germania sul tema della cogestione e del peso dei sindacati all'interno delle società; dall'altro lato resta il problema della sovrapposizione dei modelli di Fiat e Opel. Un punto, quest'ultimo, su cui i sindacati tedeschi hanno fatto leva nei giorni scorsi per giustificare il loro no al Lingotto e la loro preferenza per un fornitore come l'austro-canadese Magna. Marchionne, dal canto suo, ha provato a spazzare il campo dalle cifre sui possibili tagli ai posti di lavoro. "Non ho discusso di numeri con nessuno", ha detto a Bloomberg Television l'ad del Lingotto. Il quale ha anche puntualizzato che l'offerta di Fiat per Opel non sarà in contanti, bensì dovrebbe ruotare intorno ad asset ("altrettanto buoni, se non probabilmente migliori dei contanti", ha precisato). Intanto oggi il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola si è mostrato ottimista su una soluzione positiva dell'operazione Opel da parte di Fiat. "Mi sento molto frequentemente con i vertici di Fiat - ha affermato - dopo la positiva conclusione della trattativa con Chrysler, ci sono buone possibilità che venga chiusa anche la trattativa con Opel, me lo auguro anche perché se Fiat cresce all'estero diventerebbe più forte anche in Italia". Quanto alle ipotesi di chiusura degli stabilimenti in Italia in seguito a questa operazione, Scajola tranquillizza: "quando abbiamo varato gli ecoincentivi, li abbiamo legati all'impegno chiesto e ottenuto dalla Fiat a non chiudere gli stabilimenti in Italia".

Bol

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