Mercoledì 20 Maggio 2009

Giappone inizia 2009 con la più grave recessione da mezzo secolo

Tokyo, 20 mag. (Ap) - Il Giappone ha iniziato il 2009 con la recessione economica più grave da almeno da mezzo secolo a questa parte: un tracollo del Pil del 15,2 per cento nei primi tre mesi, nel paragone con lo stesso periodo di un anno prima. Una flessione molto più drammatica di quelle, pur accentuate subite dalle altre economie avanzate, ma che non coglie di sorpresa gli analisti, in quando la seconda economia globale è tra le più sbilanciate sul commercio con l'estero. E nell'Arcipelago gli effetti della contrazione degli scambi internazionali si sono combinati a un apprezzamento della divisa nazionale, lo yen. Ma ora si spera almeno in un rimbalzo positivo. La flessione del Pil su base annua è la più forte mai registrata da quando il Giappone ha iniziato a compilare regolarmente statistiche, nel 1955. Secondo i dati diffusi dal governo, nel paragone con gli ultimi tre mesi del 2008 il Prodotto interno lordo ha segnato una contrazione del 4 per cento. I dati analoghi diffusi nelle scorse settimane per l'area euro hanno segnato un calo del 2,5 per cento e per gli Stati uniti dell'1,6 per cento. Intervenendo al Parlamento, il premier Taro Aso ha preso atto della gravità della situazione. "Dobbiamo rispondere appropriatamente - ha detto -. La debolezza nel settore delle imprese si sta estendendo alle famiglie". Tra fine 2008 e inizio 2009 l'export del Sol Levante è andato a picco del 26 per cento, e nelle scorse settimane si sono moltiplicati annunci di riduzioni produttive da parte dei maggiori gruppi nippon attivi negli scambi con l'estero, come Toyota e Sony. Gli investimenti delle imprese in infrastrutture e beni strumentali sono calati del 10,4 per cento, mentre le spese delle famiglie per consumi sono diminuite dell'1,1 per cento. A fine marzo il tasso di disoccupazione risultava salito al 4,8 per cento, e per un paese iperefficiente nell'allocazione di risorse e lavoro rappresenta il livello più elevato da quattro anni a questa parte. Il capo economista della banca d'affari australiana Macquarie, Richard Jerram, mette in rilievo che a differenza di quanto avvenuto nelle passate recessioni, il calo dei consumi è risultato molto più forte del relativo indebolimento dei redditi. "Il tasso di risparmio è aumentato e questo ha accentuato la recessione. Sembra che la gente sia finita nel panico per la sicurezza del lavoro - spiega - per una portata che non era avvenuta in precedenza". Tuttavia i segnali giunti dalle indagini congiunturali più recenti indicano che anche per il Giappone l'asprezza della recessione sembra attenuarsi, alimentando la speranza che il peggio sia alle spalle. Dopo che nei mesi scorsi le imprese hanno drasticamente ridotto le scorte, ora diverse iniziano a rilanciare la produzione. Proprio oggi Mazda Motor ha riferito che dal mese prossimo tornerà a far lavorare i suoi impianti a piena capacità, grazie alla ripresa della domanda di auto in Europa innescata dagli incentivi alla rottamazione varati da diversi governi. Nel frattempo il governo cerca di dare sostegno all'economia con un massiccio piano di interventi pubblici, oggetto anche di aspre polemiche con l'opposizione in vista delle elezioni. L'ultimo pacchetto di misure, pari a 150 miliardi di dollari include sostegni a redditi e consumi, così come alla disoccupazione e alle piccole imprese. Per l'anno fiscale 2008-2009, chiuso appunto a fine marzo, la flessione complessiva del Pil è stata pari al 3,5 per cento; per il 2009-2010 il governo prevede un ulteriore meno 3,3 per cento. Secondo il capo economista di Goldman Sachs per l'area del Giappone, Tetsufumi Yamakawa il Pil tornerà su valori positivi già dal trimestre in corso. Tuttavia potrebbe essere solo un rimbalzo dopo un calo particolarmente accentuato e resta difficile prevedere se verrà seguito da una ripresa stabile dell'economia.

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