Mercoledì 27 Maggio 2009

Berlusconi, il Pd glissa su Noemi e rilancia riforme. Pdl dice no

Roma, 27 mag. (Apcom) - Alla fine le mozioni parlamentari dell'opposizione sono due, come annunciato, c'è il documento dell'Idv e quello del Pd, ma la vicenda-Noemi è rimasta fuori da entrambi i testi. Peraltro, al voto arriverà solo la mozione democratica, visto che il partito di Antonio Di Pietro non ha raccolto le adesioni necessarie sul proprio documento. Idv chiede le dimissioni del premier, il Pd preferisce incalzare sul lodo Alfano ("Berlusconi rinunci") e rilanciare sul tema della riduzione dei parlamentari, proponendo di calendarizzare immediatamente la 'bozza-Violante', il pacchetto di riforme messo a punto nella passata legislatura che prevede, tra l'altro, il dimezzamento dei parlamentari. Proposta che il centrodestra rispedisce al mittente, durante le riunioni dei capigruppo di Camera e Senato. Ancora ieri tra Pd e Idv è andato in scena l'ormai consueta rincorsa reciproca. Di Pietro, insieme ai suoi capigruppo in Parlamento, in mattinata è tornato a chiedere a Pd e Udc di sostenere la mozione di sfiducia al premier, perché "ci sono momenti nella storia di un Paese in cui le battaglie, seppure minoritarie, rappresentano una vittoria comunque, il primo segno tangibile di una nuova ritrovata unità nel Paese". Ovviamente, l'Idv sapeva perfettamente che gli altri due partiti di opposizione avrebbero risposto di no, i maligni sostengono che non aspettasse altro, e quando i democratici hanno ribadito che avrebbero presentato un proprio documento, perché la mozione di sfiducia "sarebbe un regalo al premier", Di Pietro ha subito commentato: la mozione del Pd è "acqua fresca", ma Idv la firma comunque perché "con questo caldo l'acqua fresca non fa male". Il problema, ha aggiunto, è che "sembra che il Pd non voglia contrastare davvero Berlusconi, così come per 15 anni non lo hanno fatto i partiti che lo hanno formato". Franceschini, dal canto suo, ha messo sul tavolo le carte del Pd: una mozione, ma non di sfiducia. I democratici chiedono al premier di rinunciare al 'lodo Alfano', propongono al Parlamento di abrogare la norma che stabilisce l'immunità per le più alte cariche dello stato e rilanciano sul tema delle riforme. Il premier, dice Franceschini, usa il tema della riduzione dei parlamentari come "arma di distrazione di massa", per coprire "l'assoluta inadeguatezza del governo rispetto alla crisi". Il Pd, aggiunge però, è pronto a raccogliere la sfida e se Berlusconi vuole fare sul serio si può calendarizzare subito il voto della 'bozza-Violante'. Anche in questo caso, la risposta era scontata, ma il Pd ha cercato di 'scoprire' il gioco del premier che da giorni fa campagna elettorale sulla riduzione dei parlamentari. Fatto sta che sia la capigruppo del Senato che quella della Camera hanno detto no al Pd. "Tutti gli italiani - commentano i capigruppo Pdl Cicchitto e Gasparri - ricordano che nel 2006 la sinistra, con il referendum, bocciò una riforma della Costituzione voluta dal centrodestra che riduceva drasticamente il numero dei deputati e dei senatori". Immediate le repliche democratiche: "Come sempre raccontano balle e fanno un po' di magheggi", dice Anna Finocchiaro. "Solo che stavolta ad Harry Potter Berlusconi gli abbiamo scoperto il trucco". Nessuna parola, invece, sulla vicenda-Noemi. La linea-Repubblica può andare bene per un quotidiano ma non per un partito, il Pd continuerà ad incalzare il premier sul piano politico, ma la vicenda della diciottenne di Napoli non poteva finire in un documento parlamentare.

Adm

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