Mercoledì 27 Maggio 2009

Champions, la storia si fa a Roma, stasera Barcellona-Manchester

Roma, 27 mag. (Apcom) - All'ombra del Colosseo si scrive il finale dell'edizione 2009 del trofeo più atteso d'Europa. A Roma è partito il conto alla rovescia per la finalissima di stasera, più che mai "la" partita: Barcellona-Manchester United. Sarà uno show, secondo molti, in ogni caso uno spot planetario per il calcio con protagoniste, senza dubbio, le due squadre migliori dell'ultimo anno. Capaci, cosa tutt'altro che ovvia, di unire risultati a bel gioco. In ogni caso la parola spetterà come sempre al campo, dove le attese di spettacolo potranno essere confermate o, chissà, smentite. Aspettando il verdetto dell'Olimpico, la vigilia delle due squadre sotto il solleone romano è stata caratterizzata dall'affetto di tifosi e curiosi, dall'assalto dei media di tutto il mondo, dagli allenamenti di rifinitura e dalle parole dei due allenatori. Per Roma quella di oggi sarà una vetrina determinante per ogni grande evento sportivo, soprattutto dal punto di vista della sicurezza. E' il pensiero che domina la mente del presidente dell'Uefa Michel Platini che non si stanca di ricordare i tragici fatti del 1985 all'Heysel, quando era in campo con la maglia della Juventus. Roma, ribattezzata "stab city" (città dei coltelli) dalla stampa inglese dopo gli scontri degli ultimi anni, che hanno coinvolto anche i tifosi d'oltremanica con la polizia italiana, è chiamata a fare il massimo per evitare ogni possibile incidente. Nella capitale sono attesi almeno 67mila tifosi, di cui 30mila inglesi e 20mila spagnoli. La maggioranza arriverà però solo oggi. Strette le misure di sicurezza prese dalle istituzioni, con migliaia di elementi delle forze dell'ordine schierati nei dintorni dello stadio e al centro della città. Vietata la vendita e la somministrazione di alcolici da ieri sera. Mille gli steward che verranno invece impiegati all'interno dell'Olimpico, ma all'operazione lavoreranno anche 500 volontari della protezione civile, mille vigili urbani e 30 poliziotti inglesi e spagnoli a coadiuvare lo sforzo militare e para-militare italiano. Sperando che la questione ordine pubblico rimanga sullo sfondo, i riflettori dell'Olimpico e gli occhi del mondo potranno concentrarsi sulla partita più attesa dell'anno. Raramente, infatti, una finale è stata, nei pronostici della vigilia (e nelle quote dei bookmakers) tanto equilibrata. E raramente ha messo di fronte due squadre così forti e così spettacolari. Certamente più solido è lo United di Sir Alex Ferguson, che punta a centrare il quarto titolo dell'annata (più il Community Shield) e ad alzare la coppa più ambita per il secondo anno consecutivo. Nessuno ci è riuscito da quando si chiama Champions League, mentre nella storia del trofeo l'ultimo club a centrare l'impresa è stato il Milan di Arrigo Sacchi (1989 e 1990). E' uno dei Manchester più forti della storia quello che si presenta domani sul prato dell'Olimpico. Le individualità di Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney esaltate dal gioco di squadra orchestrato da Ferguson, basato sulla coppia difensiva più forte del mondo (Ferdinand-Vidic) e su giocatori come il coreano Park e il brasiliano Anderson capaci di unire qualità e quantità, fantasia e corsa. Lo scorso anno la spuntò sul Chelsea dopo una finale opaca. Quest'anno arriva all'atto conclusivo con più certezze, un gioco più convincente e una solidità mentale ampiamente dimostrata nella doppia semifinale contro l'Arsenal. Dall'altra parte del campo il Barcellona, certamente la squadra più spettacolare degli ultimi anni. Pep Guardiola, che ha ereditato il già fortissimo gruppo di Frank Rijkaard (che vinse nel 2006) ha costruito una squadra ancora più forte, una macchina da gol che ha dominato la Liga, vinto la Coppa del Re e si augura (come lo United) di completare un'annata favolosa con la coppa dalle grandi orecchie, un tris mai riuscito alla società catalana. Per il Barca, tuttavia, la qualificazione alla finale è arrivata soltanto all'ultimo secondo, col gol di Andres Iniesta che ha condannato un Chelsea ancora una volta non baciato dalla fortuna. L'uomo copertina dei blaugrana è senz'altro Leonel Messi, nessuno come lui ad appena 22 anni, per tutti l'erede di Diego Armando Maradona e il prossimo Pallone d'Oro. Mai come stavolta, però, la "mosca" argentina dovrà dimostrare tutto il suo valore, avendo di fronte un Cristiano Ronaldo voglioso come sempre di avere per sé la scena e i riflettori. A differenza di Ferguson, a cui mancherà soltanto il centrocampista Darren Fletcher, Guardiola ha qualche problema in più di formazione. La difesa sarà privata di due elementi fondamentali del gioco blaugrana: gli esterni Dani Alves ed Eric Abidal. Al posto del fortissimo brasiliano, il tecnico dovrebbe schierare Carles Puyol, con Yaya Touré retrocesso dal centrocampo alla difesa ad affiancare Gerard Piqué e Silvinho sulla sinistra. Il primo dribbling di Cristiano Ronaldo intanto è proprio per Leo Messi: "Questa non è una finale tra me e lui, anche se i giornali insistono e ci mettono su tutte le copertine. - ha spiegato il portoghese in conferenza stampa - In campo si gioca undici contro undici, Messi è sicuramente un fuoriclasse, un grande calciatore, ma a me interessa soltanto che il Manchester United vinca la Champions League per il secondo anno consecutivo". Sull'altro fronte Guardiola preferisce evitare i complimenti alla sua gestione della formazione blaugrana, concentrandosi piuttosto sull'obiettivo più importante: "Non possiamo negare che sia stata una stagione fino ad ora fantastica per noi, ma nel calcio a volte le piccole cose fanno la differenza. Io ho avuto la fortuna ad avere questa rosa, una squadra fortissima anche a livello umano. C'è però ancora del lavoro da fare - ha concluso l'allenatore blaugrana - per mostrare al mondo tutto quello che abbiamo fatto per riuscire ad alzare la coppa".

Ant-Caw

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