Mercoledì 27 Maggio 2009

Alimenti;Coldiretti:Per 1 bimbo su 4 niente ortofrutta in tavola

Roma, 27 mag. (Apcom) - Un bambino su quattro non consuma ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno. Un dato che "conferma il progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea tra le giovani generazioni, con il crollo del 20% dei consumi di frutta e verdura negli ultimi cinque anni". Il dato è emerso, sulla base dei dati Istat, nel corso della conferenza stampa di presentazione del protocollo d'intesa Miur e Coldiretti che prevede la sensibilizzazione dei giovani a un corretto comportamento civico rispettoso dell'ambiente e delle tradizioni alimentari italiane. Da parte dei giovani di età compresa tra i 6 e i 13 anni "particolarmente elevato è il rifiuto della verdura che ben sette ragazzi su dieci non consumano quotidianamente, mentre più presente è la frutta soprattutto - sottolinea la Coldiretti - nelle varietà più pratiche da consumare come le ciliegie o l'uva". "La scorretta alimentazione - ricorda la Coldiretti - è, insieme alla minor attività fisica, una delle cause principali della crescente diffusione di casi di obesità e di sovrappeso che interessano in media un terzo dei ragazzi tra i 6 e gli 11 anni", secondo l'indagine OKkio alla salute' condotta dall'Istituto superiore di sanità nel 2008. "Si tratta - sostiene la Coldiretti - dell'effetto del crescente consumo tra gli adolescenti di cibi grassi e ricchi di zucchero, come le bibite gassate, a scapito dei prodotti base della dieta mediterranea!. L'aumento di peso è un "importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l'ipertensione, l'infarto e certi tipi di cancro, nei confronti delle quali la dieta mediterranea ha dimostrato scientificamente di essere particolarmente efficace nella prevenzione". Il rischio, conclude la Coldiretti, è che, dopo anni in cui la vita media è progressivamente aumentata, a causa delle malattie provocate dal peso eccessivo "i giovani di questa generazione potrebbero essere i primi a vivere meno dei propri genitori".

Red/Gtz

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