Lunedì 01 Giugno 2009

Fiat; Gravi conseguenze per blocco Melfi, 7.000 vetture in meno

Roma, 1 giu. (Apcom) - Gravi conseguenze per il blocco dello stabilimento di Melfi: perse 1.500 vetture ogni giorno. Ad oggi 7.000 vetture in meno. Lo comunica Fiat in una nota, spiegando che da una settimana sono in corso a Melfi agitazioni sindacali in due imprese dell'indotto, la Plastic Components e la Sistemi Sospensione SpA (entrambe appartenenti a Magneti Marelli), che stanno bloccando, per mancanza di fornitura di componenti, l'attività dello stabilimento Fiat, che occupa circa 5.000 persone. Al blocco sono interessate anche le aziende dell'indotto del comprensorio. Il blocco delle attività produttive dello stabilimento di Melfi, che si traduce in una perdita di quasi 1.500 vetture al giorno, costituisce quindi "un gravissimo danno perché compromette gli sforzi che l'azienda sta facendo per cogliere importanti occasioni di mercato, in Italia e in Europa. Le mancate consegne stanno dando quindi un vantaggio competitivo molto forte alla concorrenza". La Fiat denuncia all'opinione pubblica, alle Istituzioni e ai Sindacati "la gravità di questa situazione, che sta provocando danni molto pesanti per i lavoratori e per l'azienda". Le tensioni sindacali, sfociate nel prolungato sciopero di questi giorni, nascono - afferma la Fiat nella nota - dal mancato rinnovo di alcuni contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato nelle due aziende di componentistica, rispettivamente 25 per la Plastic Components e 32 per la Sistemi Sospensione SpA. In un momento in cui i provvedimenti di cassa integrazione ordinaria gravano pesantemente su molti dipendenti e sulle loro famiglie, la Fiat ha scelto di non ricorrere a nuovi contratti ma di impiegare temporaneamente - anche in queste due imprese - lavoratori provenienti da altri stabilimenti del Gruppo e attualmente in cassa integrazione. Questo permette di ridurre il ricorso complessivo alla CIGO e di mitigare gli effetti del provvedimento sui lavoratori". La Fiat ritiene che si tratti di "una decisione coerente con una gestione responsabile della crisi di mercato". Purtroppo, la protesta nata all'interno delle due aziende di componentistica ha causato il blocco dell'attività nell'impianto di Melfi, "con conseguenze negative sia per le migliaia di persone che lavorano nello stabilimento, che avranno evidentemente riflessi sul loro salario, sia per la Fiat, la cui perdita di produzione è pari fino ad oggi a circa 7.000 vetture. Tutto questo ha un impatto particolarmente pesante perché avviene in un momento in cui il mercato dell'auto, italiano ed europeo, è ancora in forte sofferenza", sottrolinea il Lingotto. Ciò nonostante, lo stabilimento di Melfi ha la possibilità di produrre a pieno ritmo, anche grazie al varo degli ecoincentivi governativi che stanno premiando le vetture più ecologiche, caratterizzate da ridotti consumi e basse emissioni. A partire dal mese di marzo, infatti, la Grande Punto, prodotta nell'impianto lucano, ha registrato "un ottimo andamento degli ordini, grazie anche alla disponibilità di versioni a metano e Gpl, permettendo all'azienda non solo di annullare la cassa integrazione programmata, ma addirittura di fare ricorso al lavoro straordinario".

Cep

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