Lunedì 08 Giugno 2009

Grosseto, anziano uccide la moglie malata poi si suicida

Roma, 8 giu. (Apcom) - Dramma familiare in un piccolo paesino dell'Amiata, San Lorenzo, frazione di Arcidosso: un anziano di 86 anni ha ucciso col suo fucile da caccia la moglie, da tempo malata e sofferente, poi con la stessa arma si è ucciso. Questa mattina - spiega il capitano Massimo Turlà, compagnia dei carabinieri di Arcidosso - è arrivata una segnalazione: alcuni vicini hanno chiamato perché, preoccupati, da due giorni non vedevano la coppia di anziani coniugi. San Lorenzo è un piccolo borgo, le case non sono vicine, ma tutti si conoscono. Quando i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Arcidosso sono entrati nella casa, al secondo piano, in camera da letto hanno trovato la donna distesa, prona e coperta sul letto matrimoniale, sembrava dormisse, ma il sangue traspariva dalle coltri e s'intravedeva a terra, sotto il materasso. Sollevate le coperte, i militari hanno visto la profonda ferita sul dorso, un colpo di fucile. Sul pavimento, a terra, dal lato della donna, supino, accasciato nel sangue il marito, con il fucile addosso, all'arma era legata una cordicella che dal grilletto correva fino alla parte posteriore, al calcio, e qui era passata intono ad un occhiello, un marchingegno che non lasciava dubbi sulla dinamica della tragedia: uxoricidio-suicidio. L'uomo ha prima sparato alla moglie, distesa sul letto, poi ha rivolto il fucile, una carabina da caccia calibro 12, verso di sé, un colpo al torace sinistro, all'altezza del cuore. L'arma, come gli altri due ancora nella vetrinetta dei fucili, erano regolarmente detenuti. La moglie Anna Dolfi, casalinga, aveva 67 anni ed era originaria di Montalcino, in provincia di Siena; il marito, Renno Simonetti, ex guardiano dell'acquedotto di Montalcino, 86 anni, era originario di Seggiano, provincia di Grosseto, da molti anni si erano trasferiti ad Arcidosso, nell'amiatino. Si erano conosciuti durante una gita sull'Amiata. Sposati da molti anni, senza figli, una coppia conosciuta come solida, nessuno screzio particolare. Il motivo del gesto sembra essere la sofferenza: la donna - spiegano i militari - da tempo era malata, invalida e costretta su una sedia a rotelle, con dolori sempre più insopportabili a causa della malattia articolare che la tormentava e di cui più volte si era lamentata con il dottore del posto. A poco pare servissero i molti antidolorifici. Nascosta tra i cuscini del letto, i carabinieri hanno trovato una bottiglia di Martini, quasi vuota. Un epilogo tragico, quello dei due anziani coniugi, che sembra dettato dalla sofferenza sempre più intollerabile, forse per entrambi. Il magistrato ha già dato il nulla osta per la sepoltura.

Gtu

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