Giovedì 30 Luglio 2009

Usa,Obama difende Governo,si vede "inizio fine" recessione

New York, 30 lug. (Apcom) - L'inizio della fine della recessione americana potrebbe essere arrivato: quelle pronunciate da Barack Obama sono parole pesanti, che rappresentano l'ennesima accorata difesa delle decisioni prese dal Governo per sostenere l'economia e fare uscire il Paese dalla peggiore crisi dagli anni Trenta. Il presidente degli Stati Uniti ha parlato a favore dei piani di incentivi all'economia e delle massicce manovre per evitare il collasso del settore bancario e automobilistico. Nel corso di un incontro con i cittadini di Raleigh, in Nord Carolina, dove il tasso di disoccupazione ha toccato l'11 per cento (a livello nazionale è al 9,5 per cento, il massimo in 26 anni), Obama ha ribadito di avere dovuto affrontare "la peggiore situazione economica della nostra storia", ereditando dalla precedente amministrazione una situazione complicata che "senza i piani di stimoli all'economia la recessione sarebbe diventata depressione". "E' vero che abbiamo fermato la caduta libera dell'economia, i mercati azionari sono in rialzo, il sistema finanziario non è più a un passo dal collasso e la perdita di posti di lavoro è dimezzata rispetto a quando sono salito alla Casa Bianca sei mesi fa. Per questo forse si sta cominciando a vedere l'inizio della fine della recessione", ha detto Obama, comunque definendo "un poco sorprendente" la copertina del settimanale Newsweek che dà per conclusa la recessione (sul numero di questa settimana, a piena pagina la scritta "recession is over", la recessione è finita). Obama ha inoltre difeso i passi compiuti dal Governo americano per salvare i colossi automobilistici di Detroit, General Motors e Chrysler, che saranno in grado di restituire i prestiti ricevuti. "Nel bel mezzo della recessione, il collasso (di Gm e Chrysler) avrebbe messo a repentaglio l'intera economia americana. Abbiamo salvato centinaia di migliaia di posti di lavoro e mi aspetto che restituiranno i fondi ricevuti", ha detto Obama, ribadendo che "molti sostenevano che avrebbero dovuto essere lasciate al proprio destino, perché se i vertici di una società prendono decisioni che ne mettono a rischio la sopravvivenza, allora quella società deve cessare le proprie attività. Tuttavia valeva la pena di sostenerle", per metterle in grado di "trasformarsi in aziende competitive". Ars-Emc

MAZ

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