Giovedì 30 Luglio 2009

Fmi:Eurozona resta in recessione,incerti tempi e portata ripresa

Roma, 30 lug. (Apcom) - Restano "altamente incerti" i tempi e la portata con cui nell'area dell'euro si manifesterà la ripresa economica, avverte il Fondo monetario internazionale. Al momento è ancora "in recessione, con segnali di miglioramento che devono ancora evolversi in un recupero". Nel rapporto conclusivo sulle missioni di ispezione effettuate quest'anno dai tecnici di Washington nei vari Paesi dell'Unione monetaria, il direttorio dell'Fmi conferma la previsione di una contrazione del Pil pari al 4,8 per cento sul 2009, cui seguirà un ulteriore meno 0,3 per cento nel 2010, anno in cui comunque si prevede una "modesta ripresa". Ma intanto peggiorano i conti pubblici e soprattutto si aggrava la disoccupazione: secondo l'Fmi raggiungerà il 12 per cento nel 2010, contro il 7,6 per cento dello scorso anno. La dinamica della congiuntura nell'Ue a 16 riflette "un forte calo della ricchezza finanziaria, un contestuale aumento dei risparmi privati, una stretta sulle condizioni di finanziamento", a cui si è aggiunta la correzione degli squilibri internazionali. In più "in alcuni Paesi" la situazione è stata "esacerbata dalle correzione degli squilibri interni". E considerata la stretta integrazione tra le economie dell'area, le ricadute negative della crisi si sono manifestate anche a livello transfrontaliero. "Il recente miglioramento sul clima di fiducia e di altri indicatori ha finora segnalato solo una attenuazione del tasso di contrazione dell'attività - avvertono i direttori dell'Fmi - mentre la portata e la tempistica della ripresa restano altamente incerte". Da Washington si riconosce l'efficacia delle varie e ingenti misure approntate da governi e istituzioni comunitarie, come la Bce, per stabilizzare il settore finanziario, che tuttavia resta sottoposto a "considerevoli costrizioni". Per imboccare una ripresa duratura sarà "essenziale un approccio risoluto e ben coordinato per alleviare gli stress sul settore finanziario", prosegue il rapporto. E gli interventi di politica economica che incidono direttamente sull'attività reale dovranno essere mantenuti anche il prossimo anno. "Nel 2010 la politica fiscale dovrà continuare a sostenere l'attività economica", affermano i direttore dell'Fmi. Ma intanto le misure messe in campo stanno facendo rapidamente degenerare i conti pubblici. L'Fmi prevede che per l'insieme dell'area euro il rapporto deficit di bilancio rispetto al Pil raggiunga il 6,2 per cento quest'anno, e il 6,9 per cento nel 2010, laddove nel 2008 si era attestato all'1,9 per cento. E sale il debito pubblico: dal 69,6 per cento del 2009 raggiungerà l'81 per cento nel 2009 e l'88 per cento nel 2010. I dati contenuti nel rapporto dell'Fmi sono estratti dall'aggiornamento che la stessa istituzione ha effettuato sul suo World Economic Outlook a inizio luglio, in vista del G8 de L'Aquila, ma sono state anche utilizzate previsioni della Commissione europea e della Banca centrale europea. Proprio guardando alle politiche monetarie della Bce, l'Fmi suggerisce di mantenere per un certo periodo di tempi i tassi di interesse al basso livello cui sono stati portati, l'1 per cento. E l'eventuale "cristallizzazione di rischi al ribasso per la crescita - aggiungono - richiederebbe segnali più forti sul loro mantenimento a livelli bassi, sempre mantenendo in opera tutte le altre misure non convenzionali" di sostegno all'economia. Durante una conference call, il direttore del dipartimento europeo Marek Belka ha precisato che anche l'Fmi tende ad escludere l'innescarsi di una protratta fase di deflazione nell'area euro. Per il 2009 prevede una crescita media dei prezzi limitata allo 0,2 per cento, per il 2010 un più 0,7 per cento. Infine le riforme strutturali. Secondo i direttori dell'Fmi, la crisi economica rischia di far abbassare il potenziale di crescita dell'area euro, ma allo stesso tempo "offre una finestra di opportunità per premere con una intensificazione delle riforme strutturali, necessarie ad affrontare le rigidità di sistema di lungo temine". L'istituzione incoraggia i Paesi dell'Unione a intervenire su educazione, formazione e mercato del lavoro, a dare piana applicazione all'agenda di Lisbona sul settore dei servizi e a facilitare una ambiziosa e rapida conclusione della riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio, il Wto, con il Doha round. Voz 301530 lug 09

MAZ

© riproduzione riservata