Mercoledì 05 Agosto 2009

Tremonti al lavoro sulla banca per il Mezzogiorno

Roma, 5 ago. (Apcom) - Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, "sta da tempo lavorando ad un progetto di 'Banca del Mezzogiorno", un progetto al servizio del Mezzogiorno ed essenzialmente basato sul sistema privato. La discussione è in atto con il sistema delle Banche di Credito Cooperativo". E' quanto si apprende al ministero dell'Economia Intanto uno studio realizzato da tre economisti della Banca d'Italia (Luigi Cannari, Marco Magnani e Guido Pellegrini) e intitolato 'Quali politiche per il Sud?" sostiene che è "velleitario" pensare che le politiche regionali possano risolvere da sole i problemi del Mezzogiorno, senza il supporto di politiche nazionali per favorire la crescita economica. Nel disinteresse delle politiche generali - affermano gli studiosi - immaginare che la politica regionale possa risolvere, da sola, i problemi del Mezzogiorno è a dir poco velleitario. Con i fondi comunitari si può certamente organizzare qualche ora di doposcuola per gli studenti meridionali, ma se è la scuola pubblica che non funziona è difficile immaginare che qualche ora nel pomeriggio possa compensare ciò che non si fa in classe ogni mattina". Nel passato decennio, spiegano i ricercatori di Palazzo Koch, "il divario fra Sud e Centro-nord in termini di Pil pro-capite è rimasto sostanzialmente stazionario". Per questo, "almeno tre questioni ci paiono ineludibili: il disegno delle politiche generali dovrebbe tenere conto delle differenze territoriali, utilizzare se necessario strumenti differenti e intervenire con diversa intensità per conseguire obiettivi agevolmente misurabili". Prendiamo in esame - evidenziano gli economisti - i casi dell'istruzione e delle infrastrutture. Un fattore essenziale che concorre a formare il ritardo di sviluppo del Sud è il divario nella qualità della formazione scolastica. Gli strumenti per conseguire standard minimi in termini sia di apprendimento sia di tassi di abbandono hanno già un certo grado di flessibilità, grazie all'autonomia di cui godono gli istituti scolastici in relazione all'organizzazione interna e all'utilizzo degli insegnanti". Un impulso importante "può essere impresso con l'ampliamento dei margini di discrezionalità (anche retributiva, in funzione di eventuali parametri differenziati territorialmente) nelle decisioni di allocazione a livello nazionale dei dirigenti scolastici". Un settore delle politiche "dove l'intervento 'aggiuntivo' a favore del Mezzogiorno ha spesso sostituito l'intervento ordinario è quello delle infrastrutture". La spesa in conto capitale per il Mezzogiorno, secondo la ricerca, "è rimasta praticamente costante fra il 2001 e il 2005: a un aumento dei finanziamenti europei (compreso il cofinanziamento nazionale) ha corrisposto una diminuzione di circa il 20% delle altre fonti. L'intervento pubblico deve quindi garantire non solo un livello minimo di capitale pubblico ma deve porre le condizioni per creare opportunità di sviluppo: esempi possono essere interventi di cablatura per estendere la diffusione dell'Itc in queste aree, opere capaci di rafforzare il debole sistema di trasporto su ferro, interventi nel campo dell'ambiente e dei beni culturali".

Cep

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