Mercoledì 05 Agosto 2009

Ft: per la Ue meglio Patten a esteri che Blair presidente

Bruxelles, 5 ago. (Apcom) - Il Financial Times 'lancia' il britannico Chris Patten come successore di Javier Solana all'incarico di Alto rappresentante Ue per la politica estera. "Non sto facendo campagna per ottenere l'incarico. Ma se venissi contattato, cosa che ritengo improbabile, sarei certamente molto positivo al riguardo", ha dichiarato al quotidiano della City, che lo ha interpellato direttamente. In un'editoriale, il Ft si schiera apertamente a favore della candidatura dell'esponente conservatore, sottolineando che 'ucciderebbe' quella del suo connazionale laburista Tony Blair alla presidenza permanente del Consiglio Ue. E costringerebbe David Cameron, leader dei Tory e probabile prossimo inquilino di Downing Street, ad adottare un atteggiamento più costruttivo nei confronti dell'Ue. "Se Lord Patten si candidasse - osserva il quotidiano - ci sarebbe qualche imbarazzo a Londra: il Regno Unito dovrebbe rinunciare a Tony Blair come candidato alla presidenza del Consiglio. E David Cameron dovrebbe ingoiare la scelta di un conservatore filoeuropeo per uno degli incarichi più prestigiosi a Bruxelles. Ma questa è una ragione in più per cui dovrebbe gettare il suo nome nella mischia". Patten, 65 anni, ha avuto il portafoglio delle Relazioni esterne durante la Commissione europea di Romano Prodi (1999-2004) ed è stato l'ultimo governatore britannico di Hong Kong. Attualmente è il rettore dell'Università di Oxford. Secondo il Ft "ha buoni rapporti con il cancelliere tedesco Angela Merkel e gode di una buona reputazione tra i nuovi Paesi Ue dell'Europa centro-orientale e tra gli eurodeputati", ma il suo sostegno all'ingresso della Turchia nell'Ue sarebbe sgradito alla Francia. Nel 2004, ricorda il quotidiano, l'allora capo dell'Eliseo Jacques Chirac bloccò la sua candidatura alla presidenza della Commissione perché riteneva non parlasse sufficientemente bene il francese. La scelta dell''Alto rappresentante' rientra nel 'totonomine' che dovrebbe essere sciolto a fine ottobre dai leader dell'Ue, a condizione che gli irlandesi approvino il Trattato di Lisbona nel secondo referendum previsto il 2 ottobre. Le altre cariche in palio sono la presidenza della Commissione europea, dove salvo sorprese verrà confermato il popolare portoghese José Manuel Barroso, e la presidenza del Consiglio Ue per cui è stato suggerito il nome di Blair. Il Ft sostiene che l'incarico "più attraente" e "più importante" sarebbe quello agli Esteri, perché con il nuovo Trattato Ue l'Alto rappresentante diventerà anche vicepresidente dell'esecutivo Ue e avrà a disposizione "un grande bilancio e un corpo diplomatico vero e proprio che fornirà analisi, rappresentanza e previsioni dei pericoli". I nomi in pista per il dopo Solana non sono molti. Il ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt, e il titolare della Farnesina, Franco Frattini, entrambi popolari, hanno entrambi negato di puntare all'incarico. Il Ft cita anche il commissario Ue all'Allargamento, il finladese Olli Rehn (liberale), l'ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer (verde) e il segretario generale uscente della Nato, l'olandese Jaap de Hoop Scheffer (popolare).

Alv

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