Martedì 03 Novembre 2009

Clima/ A Barcellona ultima chance pre-vertice,Usa sotto pressione

Barcellona, 3 nov. (Ap-Apcom) - Si è aperta a Barcellona quella che in teoria dovrebbe essere l'ultima riunione tecnica per preparare il terreno prima della conferenza sul clima di Copenaghen di dicembre, e forse l'ultima chance per salvare il vertice in Danimarca. Nella capitale catalana si ritrovano fino a venerdì circa 4000 delegati di 190 paesi, ma a finire sotto pressione sono soprattutto gli Stati Uniti, da cui dipende in buona parte il successo dell'appuntamento dell'Onu in cui dovrebbe essere rinnovato e potenziato il protocollo di Kyoto sul taglio delle emissioni, che scade nel 2012. "E' molto difficile immaginare come il presidente americano possa ricevere il premio Nobel (...) e allo stesso tempo inviare una delegazione a mani vuote a Copenaghen", ha detto il ministro dell'Ambiente danese Connie Hedegaard in riferimento al Nobel per la pace, che Obama riceverà il 10 dicembre a Oslo. Washington è in una situazione delicata, ma secondo il suo delegato, Jonathan Pershing, non vuole legarsi le mani con un accordo che rischia di non essere ratificato dal Congresso: proprio come accadde nel 1997, quando i negoziatori Usa firmarono il protocollo di Kyoto e deputati e senatori lo bocciarono senza appello. "Non vogliamo restare fuori da un accordo", è la parola d'ordine americana, riportata da Pershing. Le sfide di Copenaghen sono ambiziose: secondo il panel scientifico dell'Onu Ipcc, per evitare che la temperatura globale aumenti di più di 2 gradi rispetto all'epoca preindustriale sono necessari tagli fra il 25% e il 40% delle emeissioni di gas a effetto serra (CO2) entro il 2020, rispetto ai valori del 1990. Ora, a differenza del 1997, si tratta di portare a bordo grandi economie emergenti come Brasile, Cina e India, che spesso subordinano i loro sforzi a quella degli Stati Uniti. La Russia, per bocca del premier Vladimir Putin, si è detta pronta a firmare un accordo globale sul clima al summit di Copenhagen, a patto che questo tenga conto del potenziale di assorbimento dell'anidride carbonica rappresentato dalle foreste russe e che "tutti i Paesi" firmino il documento. Per fare pressione sui delegati, 20 attivisti dell'organizzazione ambientalista Greenpeace hanno scalato la Sagrada Familia, simbolo di Barcellona, per appendervi uno striscione di 600 metri quadrati che "ricorda c'è ancora tempo per trovare un accordo che salvi il clima nel prossimo summit di Copenhagen".

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