Martedì 03 Novembre 2009

Afghanistan/ Karzai apre a dialogo, talebani: sei un burattino

Roma, 3 nov. (Apcom) - I "fratelli talebani" depongano le armi e partecipino al processo elettorale. All'indomani della sua conferma a capo dello Stato, Hamid Karzai apre al mullah Omar e agli 'studenti del Corano', li invita a partecipare a un governo di unità nazionale e, per raggiungere questo obiettivo, chiede "aiuto e cooperazione alla comunità internazionale". Perché solo con il coinvolgimento di "tutte le componenti del paese" l'Afghanistan potrà "sradicare la corruzione" e vincere la sua battaglia per la democrazia, dice il presidente in conferenza stampa a Kabul. Nel suo primo intervento pubblico dopo la cancellazione del ballottaggio per le presidenziali e la sua conferma a capo dello Stato, Karzai conferma dunque la sua intenzione di dialogare con i talebani. "L'Afghanistan è stato infestato dalla corruzione, il nostro governo è stato infestato dalla corruzione. Impiegheremo tutti i mezzi necessari per sradicare questa sporcizia", ha dichiarato Karzai. "Dobbiamo essere capaci di dimostrare alla nazione afgana e al mondo che gli afgani sono sinceri nei loro sforzi e vogliono raggiungere dei risultati". Come fare è lo stesso Karzai a suggerirlo, dopo avere indicato nel "popolo afgano" il vero vincitore di un processo elettorale che "sarebbe stato meglio avesse avuto anche un ballottaggio". Occorre coinvolgere "tutte le parti del paese" in un governo che sia davvero di "unità nazionale", afferma il capo dello Stato. Dunque, anche i talebani. Ed è a loro che Karzai rivolge l'appello più accorato. "Tenteremo di portare la pace in tutto il paese, non appena possibile. Invitiamo i nostri fratelli talebani a tornare in Afghanistan e a questo proposito chiediamo l'aiuto e la cooperazione della Comunità internazionale", ha affermato Karzai. Non è un mistero che, secondo le autorità di Kabul, i principali leader talebani si siano asserragliati nel vicino Pakistan. La pace, dunque, sarà possibile solo "quando tutti gli afgani saranno uniti e parleranno con una sola voce, lavoreranno per costruire insieme un governo di unità nazionale che rappresenti tutti gli afgani", ha spiegato Karzai, che ha già proposto varie volte al mullah Omar, il capo supremo dei talebani, e agli altri responsabili dei combattenti islamici di unirsi al processo politico, garantendo la loro incolumità anche al cospetto delle forze internazionali. Fino ad oggi gli appelli di Karzai non sono mai stati presi in seria considerazione dai leader degli 'studenti del Corano'. E questa mattina, il movimento islamico ha già provveduto a inviare un nuovo messaggio al presidente: Karzai è una "marionetta" delle potenze occidentali che hanno deciso a tavolino l'esito delle presidenziali, hanno spiegato, precisando che la cancellazione del ballottaggio, dopo il ritiro dello sfidante Abdullah Abdullah, rappresenta una vittoria di "mujaheddin coraggiosi che sono stati capaci di far deragliare l'intero processo" elettorale. L'offerta di Karzai, dunque, per i talebani "non ha alcun valore": "le sue parole sono prive di senso", "lui è solo un burattino e il suo è un governo di burattini. Non ha l'autorità per prendere tale decisione".

Coa

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