Martedì 03 Novembre 2009

Caso Cucchi/ Alfano: Non doveva morire. E famiglia querela medici

Roma, 3 nov. (Apcom) - Tre filoni d'indagine, un unico risultato da conseguire: scoprire la verità, "perchè Stefano Cucchi non doveva morire" e "il governo non lascerà nulla d'intentato". "I cittadini e soprattutto i familiari di Stefano Cucchi", che intanto, per bocca della sorella Ilaria annunciano querela ai medici dell'ospedale Pertini che hanno avuto in cura Stefano, "hanno tutto il diritto di sapere i dettagli di questa vicenda", dettagli che devono portare a "individuare chi sono i responsabili, anche per omissioni" della morte del giovane romano detenuto per possesso di droga. E così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in Aula al Senato ha ripercorso le 'tappe' della vicenda, dall'arresto del giovane alla morte, una settimana più tardi. Uno solo, e che per di più viene messo in discussione dalla sorella di Stefano, è l'elemento nuovo e riguarda i mancati incontri tra i familiari e il detenuto. Secondo il ministro, infatti, "le notizie comunicate dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e che sono state acquisite dalla stessa Direzione della casa circondariale di Rebibbia riferiscono che i familiari di Stefano Cucchi si sono presentati alle ore 22,30 di sabato 17 ottobre e alle ore 12,30 di lunedì 19 ottobre presso il reparto di medicina protetta dell'ospedale Sandro Pertini per avere un colloquio con il proprio congiunto. In entrambe le occasioni ai familiari di Stefano Cucchi è stata rappresentata la necessità di fornirsi, come la legge prevede, preventivamente di un permesso di colloquio per esser legittimati all'incontro". Due sole occasioni, mentre la sorella di Stefano,dice: "siamo stati lì tutti i giorni" e non soltanto, quindi, due volte. Quanto alla richiesta dei genitori di Stefano Cucchi di parlare con i medici della struttura ed al diniego loro opposto di incontrare i sanitari - ha spiegato ancora Alfano - nel caso specifico si è data applicazione all'accordo esistente con la Asl di Roma che prevede che nessuna informazione, a nessun titolo, venga data ai parenti o aventi diritto senza esplicita e formale autorizzazione da parte della magistratura competente. Questo divieto può essere superato in presenza di un'autorizzazione del detenuto a rilasciare notizie mediche ai famigliari. Tuttavia, come si evince dalla documentazione, Stefano Cucchi non ha rilasciato alcuna autorizzazione in tal senso, manifestando per iscritto la propria volontà di non autorizzare i sanitari al rilascio di notizie mediche ai propri familiari". Dubbi anche su questa parte del racconto, tanto che la sorella ha chiesto di "vedere la firma del fratello sul documento". Anche l'avvocato di Stefano Cucchi, Fabio Anselmo, giudica "poco credibili" le informazioni fornite dal Pertini al ministro. I familiari di Stefano Cucchi hanno dato il via a una querela nei confronti dell'istituto sanitario.

Gic

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