Martedì 03 Novembre 2009

Regionali/ Domani vertice Berlusconi-Bossi-Fini per rebus Nord

Roma, 3 nov. (Apcom) - Un vertice a tre, di quelli che una volta erano prassi, ma che ormai non si vedevano dai tempi della vittoria alle ultime elezioni politiche. Domani sera Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Umberto Bossi si ritroveranno a cena. Insieme, i tre leader della maggioranza, per cercare di 'chiudere' sulle candidature per le Regionali. Ma è chiaro che, in un incontro del genere (dovrebbe tenersi a Montecitorio intorno alle 20.30), molti altri saranno gli argomenti di discussione: bisogna fare la riforma della giustizia (come vuole il premier), quella federalista (come vuole la Lega), capire se si va avanti da soli o se ci sono margini di dialogo con l'opposizione (come gradirebbe molto Fini). Priorità di governo che, inevitabilmente, finiscono per legarsi alla partita sulle Regionali. E' lo stesso portavoce del presidente del Consiglio, Paolo Bonaiuti, a garantire che la 'quadra' è "questione di ore" e che dunque l'incontro sarà decisivo. Di fretta in realtà non ce ne sarebbe, giacché alle elezioni mancano cinque mesi e anche l'opposizione è ancora in fase di studio. Ma tant'è: per giovedì è già fissata una riunione dell'Ufficio politico del Pdl e venerdì il premier vedrà i vertici dell'Udc. I nodi restano sempre gli stessi. La 'questione settentrionale', innanzitutto, visto che la Lega reclama una grande Regione del Nord. Il Veneto, con ogni probabilità, dove dovrebbe correre il ministro dell'Agricoltura Luca Zaia o, in alternativa, Federico Bricolo. Qualcuno insiste sulla possibilità che Roberto Formigoni lasci la guida della Lombardia per far posto a una candidatura 'verde', ma difficilmente il Governatore farà un passo indietro. Passo indietro che è invece richiesto a Giancarlo Galan: non poche, finora, le resistenze di quest'ultimo. E sempre al Nord il Carroccio reclama una seconda Regione: il Piemonte (dove potrebbe correre il capogruppo alla Camera Roberto Cota) o l'Emilia Romagna. In ogni caso, lega e Pdl dovrebbero mettere in campo per le Regioni settentrionali ticket di candidati composti sempre da un leghista e un pidiellino. Poi ci sono il Lazio e la Campania, due candidature sembra strettamente legate. Fini aveva espresso più di una perplessità rispetto all'idea di far correre il coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino (per ora l'unico nome ufficialmente in lista, se si esclude l'outsider Stefano Caldoro). Cosentino è sostenuto dall'ala azzurra del Popolo delle libertà e una sua eventuale rinuncia potrebbe rimettere in discussione una candidatura data quasi per acquisita, quella di Renata Polverini alla Regione Lazio.

Bac/Tom

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