Mercoledì 04 Novembre 2009

Abu Omar/ Pollari e Mancini "salvati" da segreto di Stato

Milano, 4 nov. (Apcom) - Nicolò Pollari e Marco Mancini, all'epoca dei fatti rispettivamente, direttore e funzionario del Sismi, non sono giudicabili a causa del segreto di Stato avallato dalla decisione della Corte Costituzionale l'anno scorso, in relazione al sequestro dell'imam Abu Omar. Altri 2 funzionari del servizio Pio Pompa e Luciano Seno, accusati solo di favoreggiamento sono stati condannati a 3 anni di reclusione e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Il segreto di Stato ha messo al riparo anche Giuseppe Ciorra, Luciano Di Gregorio e Raffaele Di Troia per i quali il non luogo a procedere era stato sollecitato dalla stessa procura di Milano. 23 agenti della Cia sono stati condannati. Per 22 di loro la pena è di 5 anni di reclusione, mentre per Robert Seldon Lady, caposezione della Cia a Milano la pena è di 8 anni. Per il responsabile dell'intelligence statunitense Jeff Castelli, per altri due uomini Cia Betni Medero e Ralph Russomanno la sentenza riconosce l'immunità diplomatica. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Oscar Magi, quarta sezione penale del Tribunale di Milano, dopo 3 ore di camera di consiglio. Si tratta di un verdetto che era in sostanza nelle attese della vigilia secondo la maggior parte degli addetti ai lavori. Sulla decisione di Magi non poteva non pesare la sentenza emessa dalla Corte Costituzionale in materia di segreto di Stato che aveva limitato l'impianto accusatorio a livello di utilizzabilità delle prove. "La nostra azione, riconosce la sentenza di oggi, era stata legittimamente promossa - dice il pm Armando Spataro - infatti 2 funzionari del Sismi imputati di favoreggiamento sono stati condannati. Per il resto ricorreremo in corte d'Appello". Nicolò Pollari attraverso i suoi legali Titta e Nicola Madia fa sapere: "Ci fosse stata la possibilità di svelare il segreto di Stato io sarei risultato estraneo a ogni addebito e sarei stato assolto". Soddisfatta anche Matilde Sansalone legale di Castelli, Medero e Russomando: "Il giudice ha riconosciuto l'immunità diplomatica connessa alle loro funzioni nonostante il pm avesse detto in aula che l'immunità non può essere da reati. E invece si, perchè se è immunità mette al riparo proprio da accuse penali, in caso contrario non sarebbe immunità".

Frk

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