Sabato 07 Novembre 2009

La banda larga resta al palo, piano del Governo senza risorse

Roma, 7 nov. (Apcom) - Nonostante le preoccupazioni espresse a chiare lettere da imprese e sindacati e dalla stessa Autorità per le Comunicazioni le risorse per la banda larga restano nel cassetto del Governo. Come era nelle previsioni i fondi per dotare tutti gli italiani di una connessione veloce a Internet entro il 2012 - tra 2 e 20 Megabit/s a seconda delle zone - restano al palo. Gli 800 milioni di euro del cosiddetto 'Piano Romani' che il governo dovrebbe stanziare per colmare il digital divide, portando Internet a 20 Mb al 96% della popolazione ancora non ci sono. Nessun via libera dal Cipe di ieri e probabilmente per le risorse si dovrà attendere ancora un po'. Almeno fino a che l'Italia non sarà uscita dalla crisi, secondo le indicazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, perchè magari quello stanziamento potrebbe essere necessario agli ammortizzatori sociali. Uno stop peraltro inatteso se si pensa al fatto che solo qualche giorno fa era stato lo stesso Letta a riconoscere il ritardo dell'Italia nello sviluppo della banda larga promettendo l'impegno del governo: "Non faccio fatica ad ammettere - aveva detto - che sulla banda larga siamo in ritardo e anche noi portiamo parte di questo ritardo. Ma vi assicuro c'è l'intenzione, la volontà e il programma di tentare di recuperare il tempo perduto". Gli 800 milioni per la banda larga fanno parte di un piano più ampio illustrato dal viceministro allo Sviluppo economico, Paolo Romani a giugno scorso, quando aveva parlato di un investimento di oltre 1,4 miliardi. Un intervento con una funzione anticiclica tale da "portare a un incremento del Pil di 2 miliardi di euro", aveva detto. E del resto il richiamo ad agire sul fronte della banda larga è più volte arrivato dal presidente dell'Autorità per le Comunicazioni, Corrado Calabrò che di recente ha rivolto un appello al governo a stanziare le risorse. Non tutti però nell'esecutivo sembrano concordi. E infatti ieri al Cipe - dove non era presente il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti impegnato con il G20 in Scozia - è stato lo stesso ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola a sottolineare la funzione di volano anticrisi che puo' venire dalla banda larga. Nel corso della riunione infatti il ministro, a quanto si apprende, ha preso la parola per sottolineare l'importanza di liberare risorse su alcuni progetti che farebbero da "volano all'occupazione", in particolare proprio la banda larga. Che per Scajola, insieme ad altri interventi, va "finanziata subito a salvaguardia dell'occupazione". E a parlare di un "grave danno al paese", dopo lo stop annunciato da Letta è stato oggi il delegato del presidente di Confindustria allo sviluppo della banda larga, Gabriele Galateri. Il piano anti digital divide è strategico. "Come Confindustria - ha detto Galateri - continueremo a sostenere la priorità di questo intervento, verso lo Stato e verso le Regioni, anche per l`importante impatto anticiclico che esso può avere nel breve periodo. Sappiamo che ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil. Il paese non può rimandare questi interventi".

Rbr/Gab

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