Sabato 07 Novembre 2009

G20/ Fmi e Darling crescita disomogenea, no ritiro stimoli

St Andrews (Scozia), 7 nov. (Apcom) - Tra le brume e i campi da golf di St Andrews, sulla costa scozzese, i ministri economici e i banchieri centrali del G20 hanno iniziato ieri sera e concluderanno oggi la riunione per cercare di dare un contenuto alla `cornice per una crescita forte, sostenibile e equilibrata' messa a punto a Pittsburgh a settembre, tentando di definire i termini del processo di `revisione tra pari', `peer review' che idealmente servirebbe ad appianare le vaste differenze tra i paesi nell'ambito del commercio, delle riserve e dei consumi che possono minacciare la stabilità, con il Fondo monetario internazionale come arbitro. La distanza tra le posizioni, tuttavia, lascia presagire progressi lenti su questo fronte, mentre sul fronte delle politiche di rilancio dell'economia, l'Fmi ha presentato un documento in cui ribadisce l'importanza di mantenere gli stimoli di bilancio, notando come l'andamento della ripresa sia ancora "disomogeneo". Il ministro del Tesoro Giulio Tremonti ha messo in evidenza come, per evitare una nuova crisi, occorra fare più attenzione al rinascere di alcuni degli elementi che l'hanno causata: "Non per l'Italia, che va nella media, ma in altri paesi c'è troppa liquidità nelle banche e pochi soldi dalle banche alle imprese", ha osservato il ministro, sottolineando che questo ha come "conseguenza una borsa troppo alta e i derivati, pericolosissimi, che sono ripartiti. Dobbiamo evitare che arrivi un'altra crisi. Altri devono controllare di più, noi l'abbiamo fatto abbastanza bene". "Il ritmo della ripresa è disomogeneo, in particolare nelle economie avanzate, con una fiducia dei consumatori che rimane sottotono", si legge nel documento del Fondo, che aggiunge: "Il venir meno delle misure di bilancio temporanee, come i sussidi per la rottamazione negli Usa e simili programmi in altri paesi, sta rallentando la produzione. Questo sottolinea in che misura il miglioramento della domanda sia ampiamente legato agli stimoli". Il ritiro degli stimoli è considerato prematuro da parte delle autorità economiche europee, che chiedono però che si inizi a definire una strategia per riportare i conti pubblici in ordine a partire dal 2011. E anche il padrone di casa e cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling, nell'intervista rilasciata ieri, ha sottolineato che il ritiro degli stimoli "non potrà avvenire tutto insieme né per tutti allo stesso momento". Darling ha voluto mettere l'accento anche sul tema dei finanziamenti per I paesi poveri per aiutarli a lottare contro il cambiamento climatico. A un mese esatto dall'inizio dei lavori di Copenhagen, mentre si moltiplicano le dichiarazioni pessimistiche sull'esito della conferenza sul clima, su il G20 finanziario si presenta come una buona occasione per cercare di far avanzare le discussioni. "La riunione di oggi e domani sarà un passo importante verso Copenhagen", ha osservato Darling, esortando l'Europa a "mettere i quattrini sul tavolo" nella lotta al cambiamento climatico, dopo che al vertice Ue del 29 e 30 ottobre è stata indicata a 100 miliardi di euro all'anno la cifra necessaria ad aiutare i paesi più poveri ad adottare politiche ambientali e a gestire gli effetti del riscaldamento climatico. Tuttavia è prevalsa la linea di Italia, Francia e Germania, che hanno chiesto di vedere l'impegno delle altre grandi economie prima di rivelare l'entità dell'impegno europeo. La riunione di St Andrews permetterà di preparare il terreno e di rinfocolare la discussione su un altro tema importante, ossia la remunerazione dei manager e la regolamentazione finanziaria. Il ministro dell'Economia francese Christine Lagarde ha assicurato che chiederà ai suoi colleghi di "rendere conto in modo dettagliato del modo in cui i principi di remunerazione sono messi in atto nelle varie legislazioni" e oggi, in un'intervista alla BBC, ha lanciato un appello affinché anche gli altri paesi facciano come la Francia, primo paese a pubblicare in Gazzetta Ufficiale il testo ufficiale dei vincoli per l'attribuzione dei bonus. "Ma penso che si possa fare di meglio, iscrivere veramente nel marmo il fatto che vogliamo porre fine agli eccessi, mettere fine agli abusi e ai bonus che esortano a correre rischi", ha aggiunto. Il G20 è formato da Argentina, Australia, Brasile, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica, Corea del Sud, Turchia, Stati Uniti e presidenza Ue.

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