Sabato 07 Novembre 2009

Pd, oggi l'esordio di Bersani all'assemblea nazionale.Letta vice?

Roma, 7 nov. (Apcom) - La composizione dell'organigramma è stata limata fino a tarda sera. Pier Luigi Bersani ieri ha preparato l'esordio ufficiale da segretario del partito, limando il discorso che terrà oggi davanti all'assemblea nazionale e riempendo le ultime caselle degli incarichi. Un lavoro delicato, che come sempre provoca molti scontenti e che impone al segretario un lungo lavoro di diplomazia. Bersani ha tenuto contatti continui con tutti i dirigenti del partito, in omaggio alla gestione plurale, e ha anche incontrato di persona Massimo D'Alema. Al momento, oltre a Dario Franceschini alla guida del gruppo della Camera, sembrano dati per acquisiti l'elezione di Rosy Bindi alla presidenza del partito (affiancata da due vice in rappresentanza delle minoranze) e un incarico da numero due per Enrico Letta, probabilmente come vice-segretario. Per la tesoreria, poi, la scelta sembra cadere sul bersaniano Antonio Misiani, deputato e segretario della commissione Bilancio alla Camera. Sempre per rispettare il principio del coinvolgimento delle minoranze, sembra ormai acquisito che anche i capigruppo parlamentari - al Senato è confermata Anna Finocchiaro - saranno affincati da tre vice-presidenti, uno di maggioranza e due di minoranza: per la Camera si fanno i nomi di Michele Ventura (Bersani), Sandro Gozi o Rosa Calipari (Marino) e forse Gianclaudio Bressa (Franceschini); a palazzo Madama, invece, dovrebbero essere confermati Luigi Zanda (Franceschini) e Nicola Latorre (Bersani), ai quali si aggiungerebbe Felice Casson (Marino). Si tratta ancora per la direzione, che nelle intenzioni di Bersani dovrebbe essere di circa 120 membri, di cui venti espressione delle regioni, ma che probabilmente finirà per essere più ampia per le pressioni che arrivano da più parti. Diversi i malumori nelle varie aree del partito. Nella maggioranza l'ala dalemiana non ha apprezzato la scelta della gestione plurale. Letta, poi, sembrava in un primo momento destinato al ruolo di capogruppo alla Camera e deve ora trovare una collocazione adeguata: il ruolo di vicesegretario sembra quello più probabile, anche se Bersani aveva nelle scorse settimane escluso ipotesi di ticket stile-Veltroni. Tra gli ex popolari, poi, Giuseppe Fioroni non fa mistero delle sue perplessità: l'ex ministro è in contatto con i parlamentari e gli amministratori a lui vicini e viene descritto molto deluso per la gestione del dossier-Rutelli e per le uscite di Massimo Cacciari e Massimo Calearo. Di sicuro, l'area che fa riferimento a Fioroni e a Marini non ritiene che il ruolo di capogruppo per Franceschini possa bastare a garantire una gestione plurale e anche stasera l'ex presidente del Senato, parlando al Tg3, ha detto di aspettarsi che Bersani indichi "responsabilità di partito che siano veramente unitarie". In 'Area democratica', intanto, si profila un ruolo di coordinamento per Marina Sereni. Maurizio Migliavacca sembra confermato all'organizzazione. In ogni caso oggi dovrebbero essere votati solo il presidente e la direzione, mentre ci vorrà ancora qualche giorno per avere il quadro completo, compresi gli incarichi di lavoro e della segreteria, che Bersani vorrebbe composta soprattutto di giovani dirigenti.

Adm

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