Rifiuti/ Terzigno,in acque di falda prodotti chimici e inquinanti

Rifiuti/ Terzigno,in acque di falda prodotti chimici e inquinanti Emerge dagli esami effettuati

Roma, 29 ott. (Apcom) - Fluoruri, ferro, manganese, nichel, zinco, cadmio. E ancora, prodotti chimici industriali, pesticidi, idrocarburi cancerogeni come il benzo(a)pirene. Tutto in quantità di gran lunga superiore ai limiti consentiti dal decreto legislativo 152 del 2006. E' una miscela pericolosa quella che ha provocato la generale compromissione delle acque di falda a Terzigno, il comune vesuviano diventato in queste settimane il luogo simbolo della protesta contro lo sversamento indiscriminato di immondizia a Cava Sari e contro l'apertura di una seconda discarica, quella di Cava Vitello. Materiali inquinanti che, secondo documenti ottenuti da Apcom, sono emersi in tutti i campionamenti fatti tra giugno 2009 e maggio 2010 dall'Azienda servizi igiene ambientale Napoli (Asia) e dall'Agenzia Regionale per la protezione ambientale della Campania (Arpac). Risultati che, tra l'altro, confermano il parere del servizio geologico nazionale, espresso già nel luglio 1997, in cui si avvertiva sull'estrema pericolosità dell'ubicazione di una discarica nel sito in questione al fine della salvaguardia della falda acquifera.In un "rapporto di prova" del Dipartimento tecnico provinciale di Napoli, con data 24 giugno 2009, si riferisce di una concentrazione di ferro, manganese e nichel superiore alla soglia consentita. In particolare, il monitoraggio dell'Arpac ha messo in evidenza la presenza di 246 microgrammi per litro di ferro, a fronte di un limite massimo di 200; di 138 microgrammi per litro di manganese, contro i 50 ammessi dalla legge; di 62 microgrammi per litro di Nichel, invece dei 20 autorizzati. Da un documento analogo, recante la stessa data, è stato riscontrato un eccesso degli stessi elementi, rispettivamente nella quantità di 570, 242 e 48 milligrammi per litro.

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