Martedì 05 Maggio 2009

Russia: Medvedev,il presidente 'blogger' da un anno al Cremlino

Mosca, 5 mag. (Apcom-Nuova Europa) - Qualcosa è cambiato in Russia da un anno a questa parte. Almeno al Cremlino, dove dopo 8 anni di regno di Vladimir Putin, il 7 maggio 2008 è subentrato il giovane avvocato e 'blogger' Dmitri Medvedev. Un principio di mandato difficile per il capo di stato che ha sfidato le regole della massima sicurezza per tenersi il suo amato I.phone. Negli ultimi 12 mesi il Paese ha dovuto affrontare una guerra (il conflitto con la Georgia, lo scorso agosto), oltre alle conseguenze della crisi finanziaria globale, che ha colpito la Russia più duramente di altre economie e ha portato il Pil al -9,5% nel primo trimestre del 2009. E ancora Forze armate ereditate dall'era sovietica, armamenti in parte obsoleti, un esercito `malato' per la carenza di fondi e la necessità di una riforma militare mai compiuta dai predecessori. Al quadro si aggiungono relazioni internazionali con l'America fortemente danneggiate negli anni precedenti e lo spazio ex Urss dove l'influenza russa ha saputo solo indebolirsi per gran parte dell'era putiniana. Poi l'eterna polemica internazionale sul rispetto dei diritti umani in Russia. E un nuovo processo all'ex patron di Yukos Mikhail Khodorkovsky. Nonchè l'assassinio di numerosi giornalisti a Mosca e di Stanislav Markelov, legale del quotidiano di Anna Politkovskaja, lo scorso gennaio. Tanti fronti aperti. Un lavoro complicato per il giovane capo di stato. Affrontato da vero 'blogger': ovvero come chi, senza cercare troppi riflettori, avvia il dialogo attraverso nuovi canali. Magari più lenti ma efficaci. A Medvedev infatti si chiedeva e si chiede una svolta rispetto a Putin: mantenere la promessa di un leader del Cremlino più attento a questioni come la difesa del business, la libertà di stampa e una giustizia più umana. I primi tempi hanno lasciato spazio a diverse interpretazioni. Alle speranze erano balenate in Occidente, dove alcuni commentatori Oltreoceano avevano elaborato la teoria di uno stile nuovo al Cremlino. Ad esempio il Washington Post all'epoca del G20 nella capitale americana (dicembre 2008), aveva parlato di un capo di stato russo "sicuro, persino affascinante, nel raggiungere uno spirito di cooperazione" con gli Usa. Allo stesso tempo, altri hanno continuato per mesi a definire Medvedev `una marionetta' nelle mani di Putin: troppo debole; troppo condizionato. Altri ancora hanno parlato di una discrasia tra le parole di Medvedev e i fatti. Negli ultimi mesi tuttavia alcune decisioni hanno messo in luce un'indipendenza di giudizio per molti inattesa. L'intervista concessa al giornale della Politkovskaja, Novaja Gazeta - la prima data a un media russo - lascia intendere non soltanto uno stile diverso, ma anche un approccio diametralmente opposto rispetto a Vladimir Vladimirovic. Le riforme avviate sia per la giustizia, sia per l'economia iniziano a fare emergere segnali di vero, seppur lento cambiamento. Come l'uscita di prigione di Svetlana Bakhmina, l'ex legale di Yukos che ha dato alla luce una bimba quando era ancora agli arresti. Una passo caldeggiato anche dall'ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov, che aveva chiesto a Medvedev la grazia per la detenuta. La liberazione "rappresenta un ottimo esempio di come il sistema richieda 'una giustizia più umana'" dice Timakova, Natalia Timakova, portavoce presidenziale, in una cena con alcuni esponenti della stampa internazionale accreditata a Mosca. Precisando però che il lavoro da fare è ben più ampio e non va interpretato con misure 'ad personam'. "Il problema della Bakhmina, non è l'unico problema". In Russia esiste una lunga serie di casi, "chiamiamolo il filone 'delitto e castigo', che richiede 'una giustizia più umana'". E dopo un anno "lo sguardo liberale del presidente Dmitri Medvedev non è cambiato", assicura Timakova. Timakova sottolinea che Medvedev ha iniziato tale "lungo processo" di riforma, ma non si può volere tutto e subito. Anche perché la Russia ha alle spalle soltanto "15 anni di democrazia" e dal capo di stato, impegnato in un "duro e lungo lavoro" non si possono pretendere miracoli. Comunque il nuovo presidente "sta facendo quello che gli sembra giusto". E anche l' intervista a Novaja Gazeta rientra in tale logica. Tenendo conto che "erano stati uccisi molti giornalisti a Mosca e l'atmosfera in redazione era decisamente pesante". Medvedev l'aveva promessa già al momento dell'incontro con il direttore del giornale, Dmitri Muratov, organizzato in forma privata al Cremlino. Anche quello già un passo di segno opposto alla precedente gestione, dopo il doppio assassinio del legale della gazzetta Markelov e della free lance Anastasia Baburova. Per il presidente però la scelta della testata non significa una totale o parziale condivisione della linea editoriale. Semplicemente "un sostegno" a una delle tante voci che devono continuare a figurare nel panorama dei media russi. E quanto a molteplicità delle voci, lo `stile Medvedev' è eloquente anche quando si parla di internet. Il presidente non solo gestisce due blog e considera il Web una risorsa "strategica" del Paese: di recente si è messo anche a dare i voti ai siti internet del governo, bocciando lo spazio virtuale dell'Ufficio federale di Immigrazione (FMS), e lodando invece il sito del Fisco. Il tutto sulla base dei commenti ricevuti dagli internauti sul suo nuovissimo forum di LiveJournal.

Cep

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