Superbike, Monza forse decisiva
Autodromo, pronta l'invasione di tifosi

Monza - Il re della Superbike ha già un successore? Forse sì. Lo scettro che fu di Troy Bayliss potrebbe essere molto vicino alle mani di Nori Haga, il pilota nippobrianzolo che, lasciata la squadra di casa, la Yamaha che ha sede a Gerno di Lesmo, è migrato per una nuova avventura in quel di Borgo Panigale per ereditare già all'inizio del campionato qualcosa che apparteneva al pluricampione australiano: la Ducati.

L'appuntamento monzese con il mondiale Superbike, in programma in questo fine settimana, potrebbe suggellare con largo anticipo una supremazia annunciata vista la familiarità del giapponese con la pista. Passato in Ducati, con grande dispiacere per i suoi tifosi di sempre, che lo associavano ormai da anni ai tre diapason, Noriyuki ha esordito col botto a Phillip Island con un primo in gara 1 e un secondo in gara 2, e ha proseguito l'escalation che lo ha portato in testa alla attuale classifica generale con 180 punti (60 di differenza dal diretto inseguitore), forte di una strepitosa doppietta realizzata a Valencia.

In perenne lotta con l'americano Ben Spies, che tra l'altro è in sella alla sua "vecchia" moto e con il quale nonostante la rivalità in pista ha instaurato un rapporto di fraterna amicizia, e con la rivelazione della Honda Leon Haslam, Haga è andato in crescita nei primi 4 round e sicuramente si presenta all'appuntamento di domenica molto avvantaggiato per essere cresciuto proprio sul tracciato monzese.

Quest'anno ci sono almeno due novità eccellenti, visto che hanno fatto il loro ingresso la Bmw (Motorrad ufficiale con Troy Corser e Ruben Xaus come piloti) e la Aprilia che scende in pista con la RsV4 Factory e con Max Biaggi e Shynia Nakano. Occhi puntati, infine sull'italiano che finora ha fatto meglio di tutti: Michel Fabrizio, compagno di Haga al Xerox Team, che pur essendo nato a Roma ha anche lui la Brianza nel cuore: il suo meccanico, infatti, è un professionista che mette le mani su molte moto di centauri del territorio.
Sabrina Arosio

© RIPRODUZIONE RISERVATA