«A Mariano tanto rumore per nulla»  Il sindaco minimizza sulla bandiera nazista
La bandiera con la croce celtica esposta domenica in via Montebello

«A Mariano tanto rumore per nulla»

Il sindaco minimizza sulla bandiera nazista

Marchisio ha replicato secco alla richiesta di Sinistra per Mariano di denunciare l’offesa ai pacifisti. Redaelli, Pd, insorge: «È sbagliato ignorare quel gesto»

L’appello è a intitolare un luogo pubblico alla memoria di Anna Frank riscattando l’immagine della città, dando spazio al ricordo delle vittime, in occasione della Giornata della Memoria di fine gennaio.

Così “Sinistra per Mariano” chiede al sindaco Giovanni Marchisio di prendere le distanze dal possibile ritorno di ideologie fasciste, di cui ne è il simbolo la bandiera a sfondo rosso, cerchio bianco e, all’interno, la croce celtica esposta da una residente in via Montebello al passaggio della Marcia della Pace sotto il balcone di casa domenica scorsa.

«È un fatto gravissimo di fronte al quale riteniamo che l’amministrazione comunale non possa rimanere in silenzio» commenta il portavoce del movimento, Giulio Russo. Pronto a chiedere per questo, «al sindaco delle scuse pubbliche per la pessima pubblicità che il vile episodio ha gettato sull’immagine delle cittadine e dei cittadini marianesi» aprendo «l’intitolazione di uno spazio cittadino alla memoria di Anna Frank – donna simbolo della follia criminale del vecchio e nuovo fascismo».

Un appello non raccolto dal sindaco i Marchisio. «Tanto rumore per nulla» commenta il fatto il numero uno del municipio, una volta contatto. Parole che seguono quelle pronunciate a poche ore dalla notizia dell’episodio, «Trovo di cattivo gusto da un lato lanciare provocazioni alle manifestazioni altrui, tra l’altro, una manifestazione assolutamente pacifica - aveva detto il sindaco ex Dem -, così come trovo inutile dall’altro indignarsi e montarci sopra una polemica».

Mai posizione fu più distante da quella della maggioranza. «Minimizzare, in questo momento storico, questi comportamenti che assumono la connotazione di apologia del fascismo con i simboli che portano è profondamente sbagliato. Vuol dire non aver compreso quale partita si sta giocando per difendere una costituzione nata anti-fascista» commenta il capogruppo del Pd, Giuseppe Redaelli. Che ammette «Dispiace che queste parole non le abbia dette il sindaco».

Per i democratici, l’unica risposta al gesto è quella di «partecipare all’analoga marcia che ci sarà nel Comasco, domenica prossima. Con la fascia tricolore: questo è quello che dovrebbe fare un sindaco, poi se non lo farà ne prenderemo atto».

Certo, invece, è che «non stiamo parlando di Shakespeare: non siamo in Inghilterra qui si richiama la Germania nazista». Un nuovo picco di tensione si apre tra maggioranza e sindaco, in un rapporto che sta scontando piccole e grandi divergenze.


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