Abbracci disperati in ospedale  «Niente ci ridarà la nostra bimba»
La scena che si è presentata ai soccorritori martedì sera alle 23.45 in viale Italia a Vighizzolo di Cantù: in primo piano la Skoda di Pozzoli

Abbracci disperati in ospedale

«Niente ci ridarà la nostra bimba»

La tragedia di Aurora La famiglia distrutta dal dolore, circondata dall’affetto dei parenti Mamma Vanessa: «Non l’ho ammazzata io, ci è venuto addosso».

La disperazione negli abbracci dentro a una camera di ospedale.

Papà e mamma nemmeno trentenni. Lui ricoverato per la frattura a una gamba. Entrambi sconvolti dal dolore. La bimba di un anno che era con loro in auto, di 16 mesi, morta. Perché Aurora - la piccola Aurora Sigi - non c’è più. E la consapevolezza è tragica.

All’ospedale Sant’Anna di San Fermo, all’indomani dell’incidente di martedì sera in viale Italia a Vighizzolo di Cantù, valso l’arresto per omicidio colposo stradale di Fabio Pozzoli, 34 anni - l’operaio al volante della Skoda che ha svoltato a sinistra in via Rossini finendo contro la Ypsilon senza seggiolino a bordo: Aurora era in braccio alla sua mamma, sul sedile del passeggero - ci sono tanti familiari. Anche loro sanno che farsi forza non basterà a far tornare indietro il tempo indietro a prima delle 23.45 di martedì sera. «Nessuno - dice la nonna, senza poter smettere di piangere - potrà ridarmi indietro la mia bambina».

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