«Altra giornata senza guardia medica»  Il Comune di Cantù non ci sta
L’ingresso della ouardia medica nei locali della Cri (Foto by archivio)

«Altra giornata senza guardia medica»

Il Comune di Cantù non ci sta

Bisognerà recarsi fino a Erba per l’assistenza nella notte tra domenica e lunedì. Il vicesindaco protesta:«Inaccettabile che il disagio riguardi solo Cantù»

Nella notte tra domenica e lunedì, nel caso in cui un cittadino canturino abbia qualche problema di salute, potrà parlare con il medico al telefono oppure prendere la strada per Erba.

A meno di andare direttamente al pronto soccorso, che già è quotidianamente fin troppo affollato soprattutto da casi che non dovrebbero trovarsi lì. Ed è la seconda volta che accade in una decina di giorni. Per questo il vicesindaco Giuseppe Molteni si dice allarmato e ha chiesto un incontro urgente con Ats Insubria.

La scorsa settimana era stato annunciato che il servizio di Continuità Assistenziale, l’ex Guardia Medica, non avrebbe potuto essere garantito nella sede cittadina di via Ariberto per carenza di medici, assicurando che si trattava di un provvedimento d’emergenza solo per la giornata di venerdì 12, «in via del tutto occasionale». Ora, a poco più di una settimana di distanza, si replica. Domenica, dalle 20 alle 8, il Servizio di Continuità Assistenziale verrà gestito nella sede di Erba.

Non sono previste modifiche per l’assistenza telefonica e visite domiciliari. Mentre per le visite sarà possibile presentarsi all’ambulatorio di Erba, in via Massimo d’Azeglio, prendendo appuntamento al 116.117, il numero telefonico di contatto del servizio. Ats Insubria, in merito, in una nota replicava ieri che «Il Servizio di Continuità Assistenziale della sede di Cantù, dopodomani, verrà gestito e garantito dalla sede di Erba».

Troppo poco per stare tranquilli, secondo il vicesindaco Giuseppe Molteni: «Ho già chiesto ufficialmente un incontro urgente ad Ats per affrontare questa problematica. Non accettiamo che, ancora una volta, la seconda città della provincia debba restare scoperta. Una volta può capitare, e infatti nei giorni scorsi non ho voluto fare allarmismo, ma due in così breve tempo no».

La preoccupazione è che nel momento in cui la medicina territoriale non fa da filtro come dovrebbe, i cittadini finiscano per rivolgersi tutti al pronto soccorso, con il risultato che al Sant’Antonio Abate da tempo si registra una notevole pressione, che ha richiesto una riorganizzazione interna.

Silvia Cattaneo


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