Alzate, da San Fedele Intelvi a Erba  «Tampone fatto, ora speriamo»
I coniugi di Alzate dopo essersi sottoposti al tampone alla postazione del Larioccorso di Erba (Foto by Stefano Bartesaghi)

Alzate, da San Fedele Intelvi a Erba

«Tampone fatto, ora speriamo»

I coniugi che l’Ats voleva mandare a 50 chilometri da casa sono stati sottoposti all’esame davanti alla sede del Lariosoccorso

«Missione compiuta, tampone effettuato a Erba. Adesso incrociamo le dita sperando che l’esito sia negativo». Dopo giorni di fraintendimenti, telefonate e scambi di mail, i coniugi di Alzate sono riusciti a sottoporsi al tampone di controllo davanti alla sede del Lariosoccorso di Erba, a pochi chilometri da casa, evitando una trasferta di 50 chilometri fino a San Fedele Intelvi. Dopo essere risultati positivi al Covid-19 il primo di novembre, i due coniugi alzatesi hanno iniziato la quarantena. Fortunatamente hanno avuto solo qualche linea di febbre e lievi dolori, appena possibile si sono attivati per chiedere il tampone di controllo: «Ci vengono inviate due mail - ricorda l’uomo - una a me e una a mia moglie per dirci di andare pure nel punto più comodo». Alla fine della scorsa settimana, marito e moglie sono andati a Erba in via Trieste, uno dei punti tamponi di Ats Insubria, ma lì si sono sentiti dire che non avrebbero potuto effettuare il tampone senza appuntamento. Il pomeriggio stesso arriva una nuova mail che li invita ad andare a San Fedele Intelvi, a 50 chilometri da casa. È iniziata così la battaglia per ottenere un appuntamento più vicino a casa: Erba, Como o Cantù. Alla fine l’appuntamento per il tampone è stato per venerdì 20 novembre. «Tutto è filato liscio, sono stati veloci. Ho fatto il tampone io, l’ha fatto mia moglie, adesso non resta che aspettare l’esito nella speranza che sia positivo. Dal tampone positivo sono già passati 20 giorni, sarebbe la fine di una lunga esperienza». I coniugi stanno bene, hanno avuto solo qualche linea di febbre e qualche dolore all’inizio di novembre, sintomi molto sopportabili, dunque hanno la fondata speranza di un esito negativo. «Dobbiamo ringraziare “La Provincia” - concludono - perché grazie ai vostri articoli siamo riuscito a evitare una lunga trasferta a San Fedele Intelvi. Sarebbe stato assurdo fare il tampone là quando ci sono punti drive-in a Erba, Como e Cantù». La speranza dei coniugi è che anche gli altri cittadini possano fare tamponi a una distanza ragionevole dall’abitazione. «Sono finito a Erba e mi è andata molto bene e mi sarei spostato senza problemi anche a Como o Lecco. Ho solo trovato assurdo mandare fino a San Fedele persone che risiedono sul territorio erbese o canturino».

(Luca Meneghel)


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