Arosio, sfrutta il cashback 10 volte
In totale solo 11 euro di benzina

Sono bastati 14 minuti di notte al self service Tamoil per accumulare i tagliandi sperando nei rimborsi

Il “furbetto del cashback” ha colpito anche ad Arosio.

L’episodio è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì alla stazione servizio della Tamoil sulla Novedratese. Il gestore Emilio Rigoli, al mattino quando ha controllato i movimenti del self service, in funzione durante l’orario di chiusura, si è accorto che era successo qualcosa di strano nel breve volgere di 14 minuti.

In quel lasso di tempo sono stati infatti effettuati dieci “rifornimenti”, in rapida successione, per un totale complessivo di 11,87 euro. Ogni transazione era di poco superiore all’euro. Il gestore ha capito che si trovava di fronte all’azione di un “furbetto del cashback”. Così ha visionato le immagini della videocamera di sorveglianza ed ha avuto la conferma delle sue ipotesi.

Nel filmato infatti si vede un signore con un giubbotto blu che effettua il rifornimento all’automobile, usando il self service. Inserisce il bancomat nel distributore, estrae la pistola e fa scendere nel serbatoio il carburante. Ma solo poche gocce e per pochi secondi. Dopo aver pagato, ripete l’operazione per altre nove volte. Il tutto per fare un rifornimento dell’importo complessivo di poco meno di dodici euro. Ovviamente l’operazione non serviva a “rabboccare” il serbatoio, ma solo per incrementare il numero di transazioni per scalare la classifica del “concorso” del cashback.

L’obiettivo di chi adotta questa “strategia” è semplice: scalare la classifica dell’iniziativa che consente di ricevere un rimborso pari al 10% della spesa pagata con moneta elettronica, in modo da avere più possibilità di ottenere il cosiddetto “super cashback”. Si tratta del rimborso speciale fino a 3mila euro che spetta ai primi 100mila che abbiano effettuato il maggior numero di pagamenti con carte, bancomat e app dedicate, dal 1 gennaio al 30 giugno. Un accumulo che non tiene conto degli importi minimi di ogni singolo scontrino o transazione e che quindi consente anche a questi “pendolari della stazione di servizio” di partecipare, con micro operazioni, senza obiezioni.

Almeno formalmente anche perché i gestori sono i più penalizzati in quanto rischiano di vedere vanificato il loro margine di guadagno dai costi delle mini transazioni. Non a caso i “furbetti” entrano in azione dopo la chiusura delle stazioni e senza la presenza del gestore. Che, ovviamente non permetterebbe di effettuare così tanti “micro rifornimenti”.

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