Bancarotta Imas, buco da 28 milioni  Condannati gli ex amministratori
Uno sciopero del giugno 2006 davanti ai cancelli della Imas Transfer

Bancarotta Imas, buco da 28 milioni

Condannati gli ex amministratori

Pene fino a quattro anni di carcere per i vertici del gruppo fallito nel 2016 a Mariano. L’accusa: «Anche un finto contratto di lavoro da 260mila euro alla moglie di uno dei capi»

Nel bel mezzo della crisi del loro gruppo imprenditoriale, gli ex amministratori della Imas Group (marchio che produceva macchinari industriali di precisione a Mariano, e che dopo il fallimento era stato acquisito da una multinazionale, salvo poi chiudere definitivamente nel dicembre scorso) hanno pensato bene di liquidarsi svariate centinaia di migliaia di euro.

Addirittura la moglie dell’amministratore di fatto della società si sarebbe regalata un contratto di lavoro da 260mila euro, che la Procura considera fittizia.

Per il fallimento della galassia Imas (travolta da un buco di 28 milioni di euro) è giunto il momento della verità giudiziaria. Davanti al giudice delle udienze preliminari, Andrea Giudici, sono fioccate ieri le prime condanne per bancarotta fraudolenta.

La pena più pesante è arrivata con un patteggiamento, quello dell’ amministratore di fatto della Imas Group negli ultimi 7 anni prima del fallimento. L’uomo, 71 anni, ha patteggiato 4 anni in continuazione con altre condanne fallimentari subite a Milano.

Condannati con rito abbreviato rispettivamente a 3 anni e mezzo e a due anni e mezzo di reclusione l’amministratore unico della società negli ultimi due anni prima del fallimento, e un piemontese di 51 anni, amministratore fino al 2012. Patteggiamento a un anno e mezzo per il responsabile finanziario della società che deteneva il pacchetto di maggioranza della Imas Group, e a un anno e 4 mesi per una donna di San Donato Milanese (a cui sarebbe stato intestato il presunto contratto fittizio da 260mila euro).

All’epoca del fallimento del 2016 la Imas aveva oltre cinquanta dipendenti. Scesi a poco più di una quarantina dopo che una multinazionale l’aveva acquisita dal fallimento. Due anni fa un nuovo taglio del personale: dipendenti dimezzati. A dicembre l’annuncio: si va verso la chiusura.


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