Buoni spesa a un canturino su 20  «Siamo in emergenza economica»
Il Municipio di Cantù

Buoni spesa a un canturino su 20

«Siamo in emergenza economica»

Scaduti ieri i termini: 785 le domande, per un totale di quasi duemila persone. Il sindaco: «Al problema sanitario se n’è affiancato un altro». Girgi: «A maggio saremo da capo»

Scaduti i termini per presentare domanda per avere accesso al buono spesa. E il numero di richieste è tale che fin d’ora in piazza Parini si sta organizzando la Fase 2: ben 785, il che significa circa 2mila persone coinvolte. Un canturino su 20, a causa della crisi economica innescata dall’emergenza Covid-19 con il conseguente lockdown che ha fermato fabbriche, negozi e botteghe, s’è ritrovato ad avere gravi difficoltà nell’acquistare beni primari.

Più di un bambino in ogni classe, una persona in ogni ufficio. Per questo l’amministrazione si sta muovendo per organizzare una campagna di solidarietà da promuovere negli esercizi commerciali e un weekend del dono, sul modello della Colletta alimentare. L’assessore ai Servizi sociali Isabella Girgi non si illude: «A maggio saremo da capo, forse anche peggio. Spero di no, ma temo che invece sarà così».

E i toni del sindaco Alice Galbiati non sono meno pragmatici: «I numeri indicano che all’emergenza sanitaria si sta affiancando quella socio-economica. E credo sarà ben più lunga della prima. Di certo non terminerà ad aprile con i buoni spesa, che sono solo una misura estemporanea, utile a dare un po’ di ossigeno. Ma l’abbiamo detto fin da quando è stata annunciata». Cantù è una città dove si considera diffuso un certo benessere, dove si compra casa, dove il lavoro è un pilastro. Eppure sono bastate queste prime settimane di difficoltà per mettere in ginocchio chi, molti, può contare solo sul proprio stipendio per vivere.

«C’era da aspettarselo – commenta Girgi – perché gli aiuti alle famiglie sono stati tardivi, la cassa integrazione è stata erogata con tempi lunghi, e tante famiglie si sono trovate a gestire un’emergenza più grande di sé. Inizialmente pensavamo che le domande sarebbero state tra le 450 e le 600, invece avevamo sottostimato questo numero».


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