Cabiate, beffa all’ora di pranzo  Ladri con la ventosa dal fruttivendolo
Il negozio del fruttivendolo in Via Vittorio Emanuele II a Cabiate

Cabiate, beffa all’ora di pranzo

Ladri con la ventosa dal fruttivendolo

Smontata la porta a vetri al negozio in centro Spariti dal registratore di cassa circa 200 euro

I ladri sono arrivati con una ventosa professionale. In pieno giorno, prima delle 14.30, hanno smontato il vetro della porta di un negozio in pienissimo centro paese, in via Vittorio Emanuele II.

Forse, sapendo che sarebbero stati scambiati, dai passanti, come operai alle prese con qualche manutenzione. E invece, il lavoretto era un altro. Entrati dall’ortofrutta, l’attività messa nel mirino, i ladri hanno cercato dietro il bancone con le clementine e le carote.

Per forzare quindi il registrare di cassa, prendersi una cifra tra i 100 e i 200 euro - a metà giornata, il proprietario non aveva ancora fatto i conti - e cercare altro, senza trovarlo, in magazzino. Prima di andarsene.

È successo l’altro giorno, nel negozio di frutta centralissimo. A poche decine di metri c’è il parco della Libertà. Ritrovo di chi se ne sta sulle panchine, o in piedi a guardare i forestieri di passaggio. C’è la rotatoria principale del paese. Di fronte alla stazione. E sono diverse le auto che, a qualsiasi ora, imboccano la strada. Eppure, nessuno si sarebbe accorto di nulla. O meglio: chi ha visto la scena, non ha potuto forse immaginare che i tizi all’opera, certamente almeno due persone, visto il peso e la dimensione del vetro, erano lì, in realtà, per rubare.

A essere sorpreso, è lo stesso fruttivendolo. «I ladri - racconta il titolare - hanno smontato la porta del vetro con delicatezza. Immagino che sia stata usata una ventosa. Poi hanno spinto il vetro e l’hanno appoggiato a fianco. In questo modo, sono entrati tranquillamente nel negozio. Hanno aperto il cassetto del registratore di cassa e si sono presi i soldi: c’era il fondo cassa, più dell’altro, non saprei dire se 100 o 200 euro o quanto, perché non ho contato quel che c’era. E anche io, a mezzogiorno, quando ho chiuso, ero di fretta. Avevo infatti un appuntamento dal dentista».


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